#LetturePiccine: E tu chi sei? Un gatto, una strana palla e…uno scrittore

RECENSIONE


 

Ormai è noto l’amore di Palletta per gli animali, perciò pensate a quanto si sia agitato quando gli ho messo sotto il naso un libricino con un gattino azzurro. Praticamente è diventata la storia delle nanne. Andiamo a leggere una favola prima di dormire? Sì, mamma, maooo. A dirla tutta me ne sono innamorata anch’io perchè questa storiella divertente è significativa anche per un adulto. Ok, vi ho incuriosito? volete il titolo: “E tu chi sei?”

Il libro, scritto da Paolo Cossi con le illustrazioni di Sara Colautti è edito da Lavieri, racconta di un gattino che fa uno strano incontro in cucina: una pallina bianca cade dal tavolo e  gli scatena il pianto. Quelle lacrime inaspettate mettono in moto pensieri e ricordi: cos’è che fa piangere? Non sarà per caso l’amore?

letture piccine. E tu chi sei? Lavieri
Il libro è alla sua seconda edizione nella collana dei Morbidi, Lavieri. Potete avere maggiori info sul sito www.lavieri.it

Ancora una volta Cossi parla di sentimenti attraverso il filtro del racconto per bambini e nuovamente dando la voce a un gatto (ricordate Il Gatto Stregato? Ne ho parlato qui): di chi ci s’innamora? Come accade? E’ prevedibile ed è possibile capire di chi e perchè capiterà? Parlare di emozioni e sentimenti con i bambini non è sempre facile, forse lo è di più se a farlo è un gatto.

E a proposito di mici, ho chiesto a Paolo Cossi: “sbaglio o hai una passione per i gatti??? :)”

Ne avevo undici. In realtà ho passione per tutti gli animali. Ho avuto la fortuna di vivere sempre in posti “naturali” dove gli animali erano di casa.

Come nascono i tuoi testi? Da cosa prendi ispirazione?

Per trovare l’ispirazione basta vivere in modo curioso, cercando di mescolare sempre la realtà che ci circonda con vivida fantasia. Le storie, i personaggi sono attorno a noi, basta solo saperli vedere.

Tra la scrittura e il disegno quale attività ti soddisfa di più?

A me piace principalmente raccontare, a volte quindi scrivo, ma altre volte mi viene bene raccontare usando una sola immagine. Lo scrivere o il disegnare sono solo mezzi a disposizione, quello che mi soddisfa è fare il “cantastorie”.

Quando hai pensato di scrivere libri per bambini?

Non molto tempo fa a dire il vero. Era un universo che non avevo mai esplorato e, visto che sono molto curioso di vedere cose nuove, mi ci sono addentrato. Per anni ho lavorato portando il fumetto nelle scuole elementari e medie e quindi mi ero fatto un’idea di quale tipo di linguaggio fosse più comprensibile per i bimbi. I miei libri però nascondono due storie in una: una diretta ai bimbi, ma un’altra, letta tra le righe, che è invece rivolta ad un pubblico più adulto.

 Che bambino sei stato?

Chiacchierone, ottimista, sempre ammalato, troppo educato, curioso e con una bruttissima pettinatura. Oggi, da adulto, non mi ammalo più ma per il resto sono rimasto tale e quale.

Che papà sei o saresti?

Non sono papà (per il momento) e non so come potrei essere, penso che per quanto uno se lo possa immaginare poi la realtà ti porti a provare delle cose talmente grandi che non si possono immaginare senza farne esperienza. Da poco però sono diventato zio! Non è proprio la stessa cosa ma è comunque un passo che ti cambia.

Regali alle mie mamme qualche verso da leggere ai loro bimbi?

Certo, con vero piacere. Per bimbi e per gli adulti. Versi di un poeta che ho amato molto. Parte di una poesia che lui scrisse per suo figlio:

Io son povero al par di un fraticello;
ma tu sei vispo, rubicondo e bello,
l’avvenire tu sei,
l’ultima legge ormai dei giorni miei,

Ti lascio, amico mio, molte sciagure
di cui farai tesoro:
esse valgono – ai?- nell’ore oscure
oh! molto più dell’oro!

Ti lascio i sogni miei, le illusioni,
mille immagini gaie, e le canzoni
che leggerai pensando
di chi visse di te, mio verecondo.

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