Ciuccio: amico o nemico? Quanto ne sapete realmente?

Sorvolo sul fatto che questo post l’avevo già scritto ieri sera e poi, cavolo di un cavolo, wordpress mi ha fatto la sorpresa di cambiare le modalità di inserimento bozze e salvataggio ed, io, da mamma sfigata al par mio, ho tirato lo sciacquone sul lavoro di un’ora! No comment.

Ma passiamo oltre. Chi segue questo blog sa che l’argomento ciuccio è già stato intrapreso (in questo post), allora si domanderà il perchè di questo nuovo articolo. Beh, in primo luogo perchè il primo post era stato scritto di pancia e sulla base di un’unica esperienza, quella del mio piccolo Palletta, in secondo luogo perchè sono stata invitata a partecipare ad un evento organizzato dall’Osservatorio Chicco nel punto vendita di Roncadelle a Brescia con ospite la brava e bella Tata Francesca Valla (quella bionda, alta e figherrima di Sos Tata) che, assieme, allo staff di Chicco ha affrontato il tema importante della suzione, non solo da un punto di vista “medico” ma anche psicologico del bambino. Se è vero, infatto, che molte mamme scelgono abbastanza serenamente di dare il ciuccio al proprio pargolo, non si può dire che riescano ad effettuare l’operazione contraria, ovvero toglierlo, con altrettanta facilità. Ma è davvero fondamentale togliere il succhietto entro una determinata data a costo di provocare crisi di pianto e isterie nel pupo e nei genitori stessi? Tata Francesca dice di no, meglio il benessere psicologico di mio figlio che, al limite,  un dentino un pochino storto.

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Intanto, cerchiamo di capire se il ciuccio è davvero utile oppure, come qualcuno mi ha detto, solo un vizio dannoso. Ebbene, comincio col dire che studi medici hanno appurato che l’uso del succhietto durante la nanna abbassa il rischio di Sids (la cosiddetta morte in culla o morte bianca), assieme agli altri comportamenti virtuosi quali: non fumare in gravidanza, nè alla nascita, non tenere i neonati in ambienti troppo caldi – l’ideale è tra i 18 e i 20 gradi – e farli dormire a pancia in su. La suzione, inoltre, è importante per il bambino come momento di coccola e consolazione. Quando dare, dunque, il ciuccio? Sicuramente evitare di utilizzarlo come tappo, per far tacere il bambino, anche perchè se il piccolo piange sta cercando di dirci qualcosa, perciò va giustamente ascoltato e compreso.

Nel mio caso specifico, poi, il ciuccio si è reso necessario con il pupo2. Frignolo, infatti, è stato operato al cuore a pochi giorni di vita e per abituarlo all’atto di suzione come necessità per alimentarsi – dovendo mangiare tramite un sondino – abbiamo usato il succhietto durante i pasti di modo che pian piano imparasse ad associare il mangiare con la suzione. Perciò sono davvero tanti e svariati i motivi per cui il ciuccio non deve essere demonizzato. E’ una scelta e, spesso, una scelta positiva.

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Quando decidere, invece, quando è il momento di toglierlo? Quando è pronto, dice la tata, ovvero quando cominciare a dimostrare autonomia, vuole fare da solo, dice sono grande, magari inizia ancha togliersi il ciuccetto di sua iniziativa. Come aiutarlo ad accelerare il processo? Magari con qualche strategia, ad esempio inventando una storia dove lui deve ripetere le parole e per farlo deve darci il ciuccio perchè noi non lo sentiamo.

Fondamentale, resta, comunque l’approccio positivo, niente forzature, nè rimproveri, magari sottolineando quant’è bravo nel fare determinate cose, come parlare senza ciuccetto. Mai strappare dalla bocca il ciuccio o farlo sentire in difetto, meglio spiegargli con il sorriso che adesso è grande, che potrebbe donare i suoi ciucci ad un bambino più piccolo. Il dono, dice Francesca, è un atto importante ed è sempre un bel gesto. Si potrebbe decidere assieme di concludere il percorso con un rito condiviso, ad esempio confezionando, per l’appunto, una bella scatola con dentro tutti i ciucetti e portarla in regalo a qualcuno. Aggiungo anche il suggerimento di un’amica e lettrice: evitare di far coincidere questo evento importante con altri cambiamenti, ad esempio la “spannolinamento”.

E voi? Come avete affrontato questi momenti delicati? Ci avete già pensato? Aspetto i vostri commenti (pro e contro!). E…al prossimo appuntamento #inviaggioconChicco

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Grazie all’Osservatorio Chicco, a tata Francesca e  Mamme Acrobate per aver voluto che partecipassi all’incontro in qualità di “mamma blogger”.

 

 

6 thoughts on “Ciuccio: amico o nemico? Quanto ne sapete realmente?

  1. Ciao! Quando il pediatra mi ha detto che mio figlio iniziava ad avere i denti un po’ storti, ho deciso che avrei cominciato a pensare a togliergli il ciuccio. Aveva 3 anni. Così, come mi ha suggerito un’amica, ho tagliato con le forbici la punta di tutti i suoi ciucci, in modo che non riuscisse più a succhiare bene. Dopo qualche giorno ha smesso da solo di metterselo in bocca, e quando mi chiedeva perché il ciuccio era così “strano” gli rispondevo che era rotto. Alla fine loo teneva solo in mano prima di addormentarsi. E’ andato avanti così per due o tre mesi e man mano che “perdeva” per casa i ciucci li buttavo. Alla fine ha rotto da solo la parte gommosa dell’ultimo ciuccio e gli ho spiegato che non ne aveva più, che ormai era troppo grande per comprarne dei nuovi e che nei negozi non ne vendevano più per bimbi grandi. Ha pianto due notti di seguito e poi…non ci ha più pensato e non me lo ha più neanche chiesto!

    1. Mi ricordo che un mattino mio fratello decise che era ora di togliere il ciuccio lo diede a mia mamma e le disse di buttarlo via. Mia madre tutta felice lo tagliò e lo gettò. Due ore dopo di pianti, lacrime e disperazioni, mio padre si mise in auto per cercare una farmacia di turno. Era Natale. No così per dire…;)

  2. L’ha ribloggato su Vipe ha commentato:
    Venerdì 4 luglio 2014, sono stata invitata come mamma blogger ad un incontro con Tata Francesca Valla nel negozio Chicco di Roncadelle di Brescia. Credo sia importante per un’azienda riuscire a coinvolgere direttamente i propri utenti con eventi divulgativi. E’ stata una bella esperienza, utile e divertente. Qui troverete il post sull’argomento trattato: l’importanza della suzione per il neonato.

  3. mio figlio adorava il suo ciuccio, prima quello della Chicco poi, quando ha deciso che non gli piaceva più, quello della Tommee Tippee. lo adorava davvero e toglierlo è stato difficilissimo. Come dice Tata Francesca, il dono è un gesto bellissimo che i bambini devono imparare sin da piccoli. Un giorno, dopo il nido, Luca torna senza ciuccio. chiamo la tata per sentire se l’aveva lasciato li e mi racconta che Luca, vedendo un suo compagno piangere, gli ha regalato il suo ciuccio. Il giorno dopo sua mamma mi chiama per restituirmelo, dico che non ne avevamo più bisogno. A lei piacque così tanto il nostro ciuccio che ne comprò altri 3 mentre noi, ormai, non ne avevamo più bisogno.

    1. Pensavo di adottare anch’io la tecnica dono, ma aspetterò che Frignolo cresca un po’ così potranno giocare assieme e sparirà anche quella piccolissima gelosia…spero 🙂

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)