Protezione solare si o no? Perchè serve? Risponde Matilde, La Formula della Bellezza

Care mamme, come preannunciato nei giorni scorsi, il nostro nuovo ospite fisso si chiama Matilde ed è la proprietaria de La Formula della Bellezza, il negozio è a Verona – Via Colli Berici 9, zona San Michele extra – ma i consigli valgono per tutti, a qualsiasi latidudine ;D

In questo primo appuntamento Matilde di parla di creme solari:

PROTEZIONE SOLARE: LA METTO O NO?

Insomma siamo alle solite, i fortunati vacanzieri, anche quest’anno saranno – beati loro – baciati dal sole, la loro pelle color dell’’ambra farà invidia a tutte le mozzarelline rimaste a casa! Peccato che nel corso delle due settimane che portano all’abbronzatura ci sia un intermezzo rosso gambero. A volte accompagnato da un brutto e bruciante eritema, oltre alla comparsa di fastidiose discromie (macchie solari). Si può sempre ricorrere alle protezioni solari, quelle creme bianchiccie e pastose simili alle pomate che si usano per preservare il sederino dei neonati (il principio protettivo è il medesimo: ossido di zinco e biossido di titanio). Altre soluzioni? Cosa renderebbe perfetto il risultato del nostro bagno di sole soprattutto in viso?

Cremasolare
Semplice:

– no eritema
– no creme solari soffocanti
– no comparsa di macchie
– si ad una abbronzatura uniforme, luminosa e duratura senza nessun danno alla pelle.

 Ma come semplice?

Prima di conoscere le armi che abbiamo a disposizione e, credetemi ce ne sono di veramente efficaci per evitare tutti i danni che la radiazione solare infligge alla nostra pelle, proviamo a capire cosa succede all’organo pelle quando viene esposto al sole. Tranquille, non siamo ad un simposio di dermatologia e la scuola è finita a giugno, solo qualche dritta utile ad evitare erroracci ;).

Immaginiamo di essere in spiaggia, distese sul nostro lettino, avvertiamo un calore intenso che a tratti ci spinge a bagnarci o a bere, a mettere gli occhialoni da diva in incognito o abbassare la visiera del cappellino…cosa sta succedendo realmente? Le nostre cellule epidermiche che vivono di vita propria ed hanno una intelligenza straordinaria si preparano ad affrontare una vera e propria guerra. Da questo momento in poi, se siete troppo sensibili, vi consiglio di respirare a fondo tra un passaggio e l’altro perché non è detto che ci sia il lieto fine….

L’epidermide, che è il primo strato dell’organo pelle, si compone a sua volta di cinque strati, ed è proprio nel più profondo di questi – chiamato non a caso strato basale perché è qui che nascono le cellule – che risiedono i nostri soccorritori! Si chiamano melanociti, simpatiche cellule a forma di stelline con delle braccia lunghe, lunghe – Lo so che sembra una puntata di Siamo fatti Così, ma un po’ di fantasia non guasta sotto l’ombrellone. I nostri soccorritori si chiamano melanociti e producono la famosa melanina, quella sostanza scura che colora la nostra pelle (e non solo, anche iride, capelli, ecc..) con il preciso scopo di schermarla dagli innumerevoli danni causati da quella cattivona della radiazione ultravioletta.

Ma se la radiazione ultravioletta fa il suo mestiere, ossia arrostire tutto ciò che trova sul suo cammino, spesso (direi quasi sempre) ci mettiamo anche noi a darle una grossa mano. Il processo di produzione della melanina non è istantaneo, infatti il colore scuro compare solo dopo qualche giorno di esposizione, nel frattempo, invece, l’epidermide si arrossa. Questo è un chiaro messaggio che l’organo pelle ci sta inviando, che non vuol dire tesoro aspetta un paio di giorni, porta pazienza se la pelle ti brucia, ti tira ed appare grinzosa che poi sarai così nera che quando torni a casa in Padania ti chiedono il passaporto!”, nooooo: la corretta lettura di un stato di arrossamento post esposizione è: “aiuto, vado a fuoco ho finito tutta l’acqua a disposizione (ricordiamoci che le cellule sono costituite al 70% di acqua che a sua volta e’ la componente maggiormente presente in tutto l’organismo), insomma mi vuoi tutta rughe e macchie??!”. Se la risposta, come mi auguro, è “assolutamente no!”… non mancare alla prossima puntata… 😉

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