Sulle Dolomiti con i bambini: Movimënt tra orsi (finti) e babytrekking (veri)

Avevo già annunciato sulla mia pagina facebook che vi avrei parlato di un’isola verde strepitosa. Un’isola che però è in alta quota, uno spazio incantato incastonato tra le Dolomiti, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. E visto che c’è ancora qualche week end autunnale da sfruttare, vi consiglio di prenderlo seriamente in considerazione. Dunque, entriamo nei dettagli. Qualche settimana fa siamo stati invitati a provare Movimënt, un parco a 2000 metri d’altezza, raggiungibile solo tramite mezzi di risalita. Noi abbiamo soggiornato all’Hotel Ladinia (Str. Colz 64, La Villa. Tel. 0471.847044, www.hotel-ladinia.com), un confortevole albergo tipico dell’Alta Badia. A nostra disposizione è stata messa una suite – praticamente un mini appartamento – con arredi tipici. Per testare le attività proposte da Movimënt non ci siamo accontentati di Palletta, ma abbiamo trascinato in Alto Adige anche un piccolo ospite di 9 anni, come vacanza premio per aver fatto da “babysitter” al pupo per tutta l’estate.

Movimënt è un luogo speciale per i bambini, a loro sono dedicate diverse aree tematiche – ma non immaginatevi una sorta di Gardaland: nulla di più distante! – con attrezzature sportive, giochi, attività ludico-didattiche. Ovviamente noi, dotati di prole, abbiamo testato i parchi per i bimbi, ma a Movimënt ci sono tantissime attività adatte anche per adulti e ragazzi.

Ma andiamo per gradi.

Movimënt parco Alta Badia

Dall’Hotel Ladinia, in cinque minuti a piedi, si raggiunge l’impianto che porta al Piz La Ila che è stata la prima stazione della nostra giornata, dove c’è una palestra a cielo aperto con tappeto rimbalzante che i bimbi hanno immediatamente apprezzato. Mentre loro saltavano felici sul tappetone, io ho preso a noleggio un passeggino da trekking fighissimo con ruote larghe e freno di Baby Jogger (se volete delle recensioni precise vi consiglio di fare un salto sul blog della mia amica Duevoltemamma, appassionata trekker), mi sono dotata di mp3 con le leggende ladine, e siamo partiti. Fortuna ha voluto che, dopo una lunga sfortunatissima estate di pioggia, la giornata fosse assolata e un caldo piacevole ci ha accompagnato lungo il percorso verso il rifugio Bioch, dove ci aspettavano per il pranzo.

 

Un trekking di circa 40 minuti con alcuni parti in salita, ma fattibile da chiunque abbia un po’ di spirito – ecco, magari per chi al massimo della sportività fa una vasca in centro e poi sviene non lo consiglierei. S., il nostro novenne da compagnia, è arrivato un po’ spompato, ma una volta lassù si è ripreso in due nanosecondi. La vista ha mozzato il fiato a noi adulti, ai pupi ci ha pensato il parco giochi! Non che ci fosse chissà cosa, ma anche un cavalluccio a dondolo in mezzo a quel verde e con quella luce, beh, sembrava il parco dei divertimenti più bello del mondo.

E ci credereste? Io e marito ci siamo pure fatti un aperitivo con vino spumante altoatesino, semplicemente meraviglioso, ricordassi il nome … cappero! Perché la cosa bella è che i bimbi possono giocare indisturbati e non devi continuamente alzarti a controllare se stanno inalando dai tubi di scarico o tentano di spalmarsi sotto le auto parcheggiate, ma nemmeno devi richiamarli ogni 30 secondi all’ordine perché vorrebbero instaurare un dialogo con un Nazi dotato di cane lupo o mangiare dal piatto di quella signora targata Prada. Insomma, è tutto molto “scialla” per dirla nel gergo dei giovani. E se non fosse abbastanza a convincervi, abbiamo mangiato divinamente: manzo croccante guarnito con fiori edibili, gnocchetti di spinaci, cotoletta e filetto di Angus per i più conservatori (come Marito). Non siamo riusciti ad assaggiare “la gavetta” un dolce speciale che ci ha consigliato il simpaticissimo proprietario, il signor Valentini, ma torneremo sicuramente per gustarlo!

 

Dopo pranzo ci siamo rimessi in marcia per raggiungere il Bear Park, al Piz Sorega, dove oltre ad un singolare circuito di minigolf, c’è la tana dell’orso, con giochi interattivi, per sapere tutto sulla vita dell’abitante dei boschi. Inoltre, giochi d’acqua, vasche di sabbia e una carrucola sospesa per scoprire l’ebbrezza del volo. Non potendo rifare a piedi il percorso a ritroso, pena lo svenimento in alta quota dell’elfo nostro ospite, abbiamo preso l’impianto per ridiscendere a valle. E, dopo tanta fortuna, ci voleva un pizzico di sfiga (sennò che mamma sfigata sarei???) e appena arrivati giù si è messo a piovere. Ovviamente, essendo scesi da un impianto diverso da quello preso il mattino ci saremmo dovuti incamminare alla fermata dell’autobus, ma sotto l’acqua e con due bambini abbiamo preferito raggiungere immediatamente il paese, San Cassiano, e chiamare un taxi per il rientro in hotel. Unica nota dolente della bellissima giornata: il conto salatissimo del taxi, o sedicente tale, visto che si trattava di un furgoncino a nolo con conducente … mah!

Il giorno dopo siamo partiti per un’altra escursione, ma questa volta non vi racconto niente e aspetto le vostre storie!

4 thoughts on “Sulle Dolomiti con i bambini: Movimënt tra orsi (finti) e babytrekking (veri)

  1. Noto sempre più spesso che il baby trekking è piacevolmente apprezzato dai bimbi… mi sa che ci tocca abbandonare la nostra idea “esiste solo il mare” e affrontare questa nuova avventura!! 😀

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)