La prima visita agli occhi: quando, come e perché va fatta.

Palletta ha compiuto 2 anni ad agosto e il suo compleanno è coinciso con l’interessamento a tablet e tv, prima oggetti di un unico desiderio: romperli. Questo improvviso amore per gli schermi, però, ci ha fatto in fretta notare alcuni comportamenti sospetti, ad esempio l’avvicinarsi in modo insistente al televisore, a cui si sono aggiunti altri due campanelli d’allarme: occhi spesso arrossati, lacrimazione abbondante  (soprattutto la sera) e un continuo fastidio per la luce.

Tutti segnali che presi singolarmente potevano essere ricondotti a tantissime cause banali e svariate, come la semplice stanchezza, ma che tutti assieme mi hanno insinuato un tarlo: un problema di vista? A sommarsi ai dubbi una inequivocabile certezza: figlio e nipote di orbi, una qualche familiarità al problema era più che plausibile.

Così abbiamo fissato la visita dall’oculista e abbiamo fugato ogni dubbio: è astigmatico. Un difetto della cornea che non permette una visione nitida e chiara delle immagini. È importante, una volta riscontrato il “vizio”, che si rimedi subito a questo tipo di difetti per evitare peggioramenti. Anche perché una vista cattiva può associarsi ad uno sviluppo psico-motorio difficoltoso, ad esempio a cadere frequentemente e prendere botte contro ostacoli non ben identificati.

 

image
c. mammasfigata.com – è vietata la riproduzione dell’immagine

Il secondo passo da affrontare è l’acquisto degli occhiali che non devono avere i naselli, ma il ponte, devono avere una struttuta flessibile e avere lenti infrangibili. Palletta li ha voluti rossi, facendo impazzire l’ottico nella ricerca di un paio adatti a lui in mezzo a centomila occhiali azzurri o blu. Poi abbiamo fatto applicare un elastico apposito che unisce le due stanghette sulla nuca in modo che stiano più fermi.

Il terzo passo è convincerlo a metterli e tenerli. Inventando storie, of course. Sono magici, senza gli occhiali l’i-pad non si accende, con gli occhialini puoi vedere cose che gli altri non vedono, etc etc. L’importante è non forzarlo, non fargli percepire le lenti come un obbligo, tantomeno viverla male noi genitori: vedere bene è un sollievo.

Il consiglio che vi do e di non far passare troppo tempo se avete dei sospetti, anche prima dei due anni se notate comportamenti anomali come difficoltà ad afferrare oggetti o seguirne la traiettoria con lo sguardo. Non c’è bisogno che parlino e che sappiano leggere per capire se c’è un difetto della vista, un buon oculista se ne rende subito conto. E poi gli occhialini oggi sono belli, colorati, spiritosi quindi non preoccupatevi: il vostro bimbo sarà comunque bellissimo 🙂

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)