Bambini e Tablet: l’opinione di Tata Francesca

Di che fazione siete? Pro-tecnologia o assolutamente contro? Siete di quelle che il tablet è quella cosa serve per tagliare il salame oppure che l’unica cosa che si taglia è il cocomero di Fruit Ninja? Per lavoro uso, in modo compulsivo e smisurato, il mio smartphone e – purtroppo? – la mia passione per la tecnologia e i social network si estende anche nella vita privata. Perciò, mio figlio Palletta, il dueenne, è assolutamente abituato ad avere questi apparecchi in giro per casa. Il fatto di vedermeli usare così spesso ha generato in lui una curiosità estrema verso gli stessi (ma anche per i telecomandi, il router portatile, la tv…). La cosa incredibile è che in brevissimo tempo è stato in grado di utilizzarli per cercarsi le sue app preferite, sfogliare le foto, giocare in assoluta indipendenza. Per i bambini come il mio è stata addirittura coniata una terminologia specifica, si parla di nativi digitali, ovvero di quella generazione nata e cresciuta dagli anni 2000 in poi, momento di massima diffusione delle nuove tecnologie informatiche. La scelta, dunque, a mio avviso non è tanto se fargli usare o meno questi strumenti, ma se lasciare che il suo approccio sia autonomo – e succederà perché siamo talmente immersi nella tecnologia che è praticamente impossibile rimanerne esclusi – o guidato e mediato da noi.

A questo proposito, ho trovato davvero interessato l’incontro che si è tenuto nel negozio Chicco del centro commerciale Valecenter di Marcon (Venezia) lo scorso 7 novembre. L’appuntamento con tata Francesca Valla, è il secondo a cui sono stata invitata, con piacere, a partecipare (l’altra volta si era parlato di ciucci: quando,come, perché toglierlo: se vuoi, leggi l’articolo), è una delle numerose tappe che si svolgono in tutta Italia, all’interno del progetto #inviaggioconChicco. Inizierò col dire che la tata non è per niente contraria all’uso dei tablet, ma dà alcuni suggerimenti d’uso:

tatafrancesca chicco tablet
Tata Francesca Valla
CC Valecenter, Marcon (Ve). #inviaggioconchicco
  • Meglio un tablet studiato apposta per loro e che sia di proprietà del bambino, per sentirlo un oggetto d’uso normale come gli altri giochi.
  • Limitare la durata del gioco “tecnologico” a mezz’ora alla volta, piuttosto di un’ora consecutiva: spezzare il tempo d’utilizzo.
  • Reale e virtuale sono due cose distinte: colorano sul tablet? Bene! Però facciamoglielo fare anche con i pastelli: sono esperienze diverse e complementari.
  • No alla tecnologia (e alla tv) durante i pasti, usiamo fin da subito quei momenti come spazio per la condivisione.

Quindi, sì al tablet? Tata Francesca conclude così: fate ciò che sentite opportuno, siate voi a scegliere ciò che è giusto per i vostri figli. Io sono d’accordo su questo punto, ognuno di noi in coscienza e per esperienza deve avere la libertà di decidere ciò che ritiene corretto. Non mi sono mai piaciute le “tabelle di marcia”, soprattutto per quel che concerne l’educazione dei bambini. Quello che va bene per i miei piccoli non è detto che sia giusto per gli altri, no? Voi come la pensate?

Ps. Nel frattempo, mi sto facendo una cultura sul nuovo tablet della Chicco, se siete curiose potete sbirciare questo link: Happy Tab


 

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3 thoughts on “Bambini e Tablet: l’opinione di Tata Francesca

  1. I miei figli sono nativi digitali di nome e di fatto!Non ho mai frenato la loro naturale curiosità,adesso più che altro devo limitare la più grande di 11 anni e mezzo!
    Anche la piccola di casa se ti vede con qualcosa in mano è incuriosita,guarda e poi ci mette subito sopra le mani,delle serie ho già capito come si usa pure se ho quasi un anno!
    Chiara nonostante il suo spettro autistico usa ‘ipad in modo intuitivo,lei preferisce i video di YouTube,trova da sola tutto ciò che riguarda i giocattoli o i cartoni animati,adesso sta in fissa con Frozen!
    Poi ovviamente ci sono i libri,i pennelli, i fogli da colorare,il cucinare insieme…

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