Come scegliere le scuola materna? Pubblica, paritaria o privata?

Come scegliere la scuola materna? Pubblica, paritaria o privata? Questo è il problema! Mai dubbio fu più amletico di così… ma anche no! Come prima cosa vorrei dire che questo è un post polemico, irritante, a tratti allucinante. Mamme avvisate.

LA SCUOLA PUBBLICA

La scuola pubblica l’ho scartata a priori. Ecco, mi preparo al lancio di strali e anatemi. Vorrei spiegare, però. Ero una grande sostenitrice del pubblico, della res pubblica, anche in ossequio alle mie convinzioni pseudo-politiche. Un po’ sinistrologicamnte schierata, ma neanche troppo, diciamo una sinistra che si avvicina molto al centro, a tratti anche a destra, molto a destra. Diciamo che non riesco più a distinguere la destra dalla sinistra, anzi che ho sempre fatto abbastanza confusione. La destra? Mmm… è quella che tiene la penna! Ah, già già, or mi sovviene.

Comunque, io sono cresciuta a pane e scuola pubblica, anzi giravano strane voci sui frequentatori di scuole private: “porello, è che non ci arriva! I genitori sono costretti a pagare per fargli prendere uno straccio di diploma!”. Considerando che il diploma oggi lo puoi usare veramente come uno straccio, forse, non erano neanche delle osservazioni così fuori luogo. Poniamo, comunque, col beneficio del dubbio, che quelle mezze frasi fossero pur vere, all’università la situazione cambiava e molto: la Bocconi, lo Iulm, la Cattolica, altro che sfigati, quelle sì che erano UNIVERSITA’.

Diciamo, quindi, che la mia fiducia nell’istruzione pubblica cominciò a vacillare fin da quel momento. Io ho frequentato Lettere a Verona: un casino. La somma delle sfighe ha voluto che facessi la maturità nel 2001, l’anno della riforma Berlinguer (era quella, no?), quella della Commissione esterna, quella del cambiamento, quella del facciamo le medie aritmetiche e vi seghiamo tutti. Culo, no? Ovviamente, anche l’Università stava cambiando totalmente volto: dalla quadriennale al 3+2. Peccato che i professori l’abbiamo capito dopo svariati anni che anche i programmi avrebbero dovuto subire qualche piccolo adattamento, perciò via libera ad esami dai contenuti grotteschi: “LETTERATURA 1, da Dante a Sti Cazzi Petrarca dove lo metto?”, “LETTERATURA 2 – Calvino, Magris, Magritte e la Pentola Magica”, “Letteratura 3/a+b-c – Un po’ di Tozzi, sì pure Umberto, la Morante o Moravia? Magari Povia” e cose così, giusto per piazzare crediti e riempitivi di vario genere.

scelta della scuola materna

Vabbè, voi direte, pure l’Università privata è stata investita da questo Ciclone azzorrico. Vero. Ma, almeno, non si sono dovuti sorbire: impiegati in preda a deliri di follia alla richiesta del piano di studi, professori con la sindrome del credito schizofrenico (il corso “Lingustica, Frittura e Angio-glottologia”? Lettere 3, Scienze della Comunciazione 6… bah??!), aule ripiene come il tacchino dell’Indipendence Day, e bagni rotti a piani alterni.

LA SCUOLA PRIVATA

Che le scuole private sappiano di candeggina è innagabile. Come gli ospedali. Gli alunni escono in mandrie ordinate, pecora dopo pecora, vitello dopo vitello. Hanno la divisa che serve a nascondere una sola cosa: quanto è costoso il guadaroba che indossano. Davvero? In parte sì, ma non è proprio così. Vero è che la scuola privata costa un botto, che con due bambini a potersela permettere sono in pochi, che il rischio è di tirar su bambini che cagano più in alto dei propri genitori (e già di cacca ne fanno tanta), però io un po’ il cuore ce lo lascio perchè hanno programmi all’avanguardia, metodi educativi di stampo anglosassone, un po’ militari se vogliamo ma efficaci il più delle volte. Uno sguardo sull’internazionalità che la scuola pubblica snobba parecchio, preferendo il solito vecchio metodo: lezione frontale, io parlo-tu ascolti, e tanti saluti.

LA SCUOLA PARITARIA

Non la volevo assolutamente e poi ci sono cascata con tutte le scarpe. Ci sono le suore. Le suore, capite? A loro favore devo dire che non è vero che hanno i baffi. Scherzi a parte, io avrei preferito una scuola laica, non tanto perchè non sia cattolica, ma perché ho sempre creduto che il rispetto per gli altri passi anche dalla libertà di credere in assoluta indipenza e coscienza. Però, però… però mi sono accorta che non è così, non è togliendo i crocifissi, professandosi atei, non battezzando i propri figli che si educa un bambino alla diversità. La diversità è un bene prezioso che va salvaguardato, così come vanno preservate le proprie radici, le proprie convinzioni, la propria fede. Ognuno è, e deve essere, libero di scegliere, senza mai dimenticare che per rispettare gli altri bisogna innanzitutto rispettare sè stessi. Aldilà di questo, la scelta è caduta su quella scuola perchè:

  1. garantiscono il tempo pieno e l’ingresso anticipato
  2. hanno il nido integrato, la scuola elementare e le medie, tutto nella stessa struttura – un’idea di continuità che mi dà serenità
  3. garantiscono le attività anche nel mese di luglio
  4. le aule sono molto grandi e pulite
  5. c’è la palestra e la sala per fare il laboratorio artistico
  6. i bagni sono lindi e impeccabili,
  7. tutto è ordinato, ma allo stesso tempo accogliente
  8. è vicino a casa
  9. non costa come un’automobile nuova.

Come vi sembrano questi motivi? Voi, come e cosa avete scelto?

19 thoughts on “Come scegliere le scuola materna? Pubblica, paritaria o privata?

  1. Ciao Vale, io per il Gremlins ho scelto la scuola paritaria, perché anche io 3 anni fa avevo i tuoi stessi dubbi. Da noi pur essendo una scuola dell’infanzia cattolica sono tutti laici, a parte il presidente che è il Monsignore del paese dove vivo. Ovvio dicono le preghierine, la recita di Natale è la nascita di Gesù, c’è il parroco che gli fa religione una volta a settimana ma tutto sommato mi sono trovata davvero bene. Pur essendo cattolici ad esempio organizzano per fare andare vari Babbi Natale a dare le caramelle ai bambini nel periodo natalizio, cose che in altre scuole paritarie so che non avviene. Non so, ne sento davvero tante ma personalmente mi sono trovata bene e poi ci sono tutti i pro che hai già elencato nel tuo post, inoltre da noi organizzano spesso eventi per i genitori come ad esempio le serate per organizzare il Natale (quadri, fiaccole, Babbo Natale, canti… insomma in base alle qualità dei genitori partecipanti) quest’anno hanno aggiunto il carro di carnevale. Perciò alla fine ci divertiamo anche noi ed è un buon punto di aggregazione per conoscere altri genitori e condividere alcuni momenti tra noi adulti. Questo è l’ultimo anno e io purtroppo sono già in ansia per la scuola elementare su cui purtroppo non ho molta scelta essendoci solo scuole pubbliche. Vedremo come andrà questa nuova avventura che ci attende!

    1. Grazie!! Mi fa stare più serena sapere che altre mamme hanno gli stessi dubbi, a volte mi sembra di essere la solita esagerata 😉 Nei paesi le scelte sono ridotte all’osso, in città c’è più scelta e a volte è un bene, ma altre sarebbe quasi non averne e perchè poi il più delle volte le cose non vanno così male 😉

  2. io ho avuto sempre un’esperienza piuttosto buona con il pubblico, nido compreso, tralasciando la scelta ideologica che c’è dietro al pubblico. Poi posso capire che esistono situazioni contingenti che ci portano da altre parti, figuriamoci!
    Di mio ti dico che: ho qualche problema con le mamme delle paritarie e private (non tutte ma molte mandano i figli li per evitare che ci siano “quelli”. Ecco io di fronte a certi discorsi mi faccio partire l’embolo!); ritengo le scuole pubbliche più sicure, soprattutto quando si tratta di bimbi piccoli, perchè nel bene e nel male sono più controllate e con più personale.
    Ma, ripeto, capisco che ci possano essere doverose eccezione (ti sono utilissa insomma!!! 🙂 )

    1. Sarà che vedo i miei cugini che hanno fatto le scuole private e mi raccontano di ordine, pulizia, direttive, presenza… sarà che io sono stata sfigata perché la mia scuola delle superiori era al limite della fatiscenza con una palestra in un ex obitorio (quella delle medie era alta quanto un garage, pensa le partititone di pallavolo!)… sarà che “quelli” io ne ho frequentati un po’ e posso dire che ci sono persone meravigliose e altre che non li vorrei vedere nemmeno col lanternino, sarà che “quelle” che dicono “quelli” ne trovi a bizzeffe anche – e pure di più – nel pubblico: dal parco al supermercato. Boh! Alla fine la scelta non è più nemmeno ideologica, ma in base all’affidabilità che mi pare abbia questa scuola, poi… speriamo!!!!! Ps.sempre utile il confronto, pareri, opinioni tra mamme (intelligenti) 🙂

  3. Per i miei abbiamo scelto un asilo paritario, lo stesso dove siamo andati io e mio marito da piccoli: conosciamo l’ambiente ma soprattutto le persone e siamo soddisfattissimi della scelta.
    Ora il grande va alla scuola pubblica, è in terza elementare e ci troviamo bene ugualmente. Ci sono alcune cose burocratiche che un po’ mi danno fastidio a dirla tutta (nella paritaria si va via più velocemente, ad esempio, per eleggere la rappresentante di classe o se vuoi delegare un’altra mamma al ritiro del bambino), ma alla fine quello che conta di più sono le insegnanti e il clima che si respira (sia come ambiente fisico che come organizzazione generale).
    Concordo con te che al di là delle ideologie va fatta una scelta che dipende dal contesto in cui vivi e non ha regole generali. In bocca al lupo!!!

  4. Io la paritaria non la prenderei mai in considerazione. Non amo l’idea che facciano a mio figlio il lavaggio del cervello con la religione già da piccolo. L’Italia già manca di laicità a sufficienza. Questa, però, è una motivazione personale che non si adatta ai cattolici e quindi per te non condivisibile. A parte questo, direi che hai scelto in base a criteri giusti: senso di affidabilità delle persone, struttura adeguata, orari e comodità, pulizia e continuità didattica..sembra esserci tutto!
    Io sono stata fortunata, nel pubblico mi sono sempre trovata bene, anche all’Universita’. Giurisprudenza a Torino vale quanto la LUISS di Roma però hai ragione al 100% sulla maturità e il 3+ 2… Mi sa che sono del tuo stesso anno!
    Qui in zona le scuole pubbliche sono a posto ma anche io ho scelto più che per scelte ideologiche, sulla base delle impressioni più o meno positive, andando a visitarne tre (una privata convenzionata, senza rette più alte, quindi) e due pubbliche, quelle che c’erano nel raggio di 5 km.
    Quindi stai serena!!!

  5. Grazie, perché in questo post ho detto molte cose di me stessa, forse più del dovuto, esponendomi a possibili polemiche, invece, ho trovato ancora una volta commenti intelligenti seppur con punti di vista diversi!

  6. Cara Vale…
    l’anno scorso avevo i tuoi stessi dubbi. Io sono e sempre sarò per la scuola pubblica: ho fatto sempre scuole pubbliche e ne vado fiera e questo non mi ha tarpato le ali ed ho potuto eccellere con le mie forze (senza mai il dubbio di superare un esame perchè mio padre ha pagato una retta astronomica). Nel mio lavoro sono una professionista valida, con un ottimo curriculum, apprezzata e di fiducia. Io nel 2001 mi sono laureata, quindi magari ho fatto una scuola prima di tutte quelle riforme di cui parli… poi un master l’ho fatto, in una Università privata, ma in tutta onestà non mi ha dato tanto in più di quello che già ero/sapevo.
    PERO’… ho un marito che invece ha fatto tutte scuole private, dall’asilo all’Università, sempre in divisa, strutture fighissime, laboratori di chimica al liceo che io non ho mai sognato neanche all’Università…
    Per Sissi abbiamo scelto una scuola dell’infanzia pubblica. Abbiamo visitato tutte le paritarie (le suore) e sono rimasta allucinata dalle strutture, poco moderne tanto quanto (o in alcuni casi meno) la pubblica. Le private stile “high class” qui nella mia città non ci sono e, sinceramente, non le avrei sclte comunque perchè mi piace educarla all’uguaglianza.
    Si è trovata bene (finora): certo, ho deciso di fare la rappresentante, di stare a contatto con genitori e maestre e devo dire che sia dal punto di vista umano che educativo sono molto contenta.
    Brutta gente la trovi ovunque, bambini maleducati anche, stranieri anche… fatti guidare dalla pancia: vai a tutti gli open day e… incrocia le dita!!!!
    Bacio
    Paola

  7. Salve, la quasi disperazione mi ha fatto conoscervi per caso ed imbattermi in tutti questi commenti veramente utili e intelligenti. Sono al bivio fatidico: elementare privata o pubblica per il mio bambino? Nido comunale (meraviglioso!), infanzia ad una scuola paritaria che lui adora da cui però ora io lo vorrei togliere, a ciclo concluso, per iscriverlo alla elementare pubblica. Perché? Perché CREDO ancora fortemente che la scuola deve essere libera e laica e pubblica. L’istruzione deve essere quella che ci dà lo Stato, deve essere basata sulla creatività, sui valori civici, sull’insegnante che si è fatta le ossa…Eppure…eppure facendo così non posso garantire l’insegnamento della lingua inglese, lo sport e la musica, le aule bellissime, la mensa interna e tante altre cose di corredo che però rendono la giornata di un bambino più bella e più comoda. Questo perché – almeno a Roma – le scuole pubbliche sono degli edifici oramai mostruosi che invecchiano e si piegano su se stessi per mancanza di fondi, di personale, di tutto. Io ho fatto tutte scuole pubbliche, a Giurisprudenza a La Sapienza mettevo la sveglia alle 6 per accaparrarmi un posto alle lezioni di diritto privato. Ma cosa è meglio per lui ? Come sono cambiate le cose? Sono peggiorate e siamo obbligati alla scelta della scuola privata? Sto cercando di rispondere a questa domanda.

    1. È una scelta educativa, culturale, sociale. Soprattutto, però, è una scelta che potrebbe cambiare la vita dei nostri figli. Scegli senza pregiudizi, scegli ciò che ritieni più giusto per voi. Senza farti influenzare dai preconcetti. Dovessi pure sbagliarti, puoi sempre cambiare idea 😉

  8. Ho trovato le tue ragioni tutte interessanti, e come sempre spennellate dalla tua immancabile e sacra ironia… Eppure… Eppure mi sento un pesce fuor d’acqua, per non dire una madre di m.: insomma… nessuna, ma proprio nessuna ha mai scelto, semplicemente, la scuola che aveva davanti, perché è davanti, perché ha 3 figli e non può fare il giro della città, perché è quella che gli spetta di diritto, perché se un figlio si ammala (evenienza assai frequente), non ci metterà cinquanta minuti a raccattarlo, perché gli amichetti saranno compagni del quartiere che poi ritrova negli anni successivi, ma che può vedere anche al parco giochi o in pizzeria? E le altre mamme saranno accanto, ti passeranno i compiti all’uscita e ti diranno dove acquistare quel materiale che non hai trovato, e ti presteranno un grembiule che poi renderai “tanto ci vediamo qui in giro”?

    1. Sì, è una componente importante. Considera, però, che io abito in un quartiere a pochi km dal centro e ci sono diverse scuole vicine. Quindi, la scelta è stata fatta su un piano più ampio. Nel giro di 2 km io avevo tutte e 3 le opzioni, spostandomi un po’ ne avrei avute almeno altre 2 🙂

    2. PS. Hai sollevato comunque delle ragioni che sono le stesse che ho preso in considerazione per le elementari, ma di questo parlerò in un altro post 😉

      1. Ah. Ecco, invece per le elementari secondo me è doveroso farsi mille seghe. Io ho scelto sempre per vicinanza forzata, l’alternativa era un’altra scuola qui accanto ma che dicevano poco seria. Ma questa che ho “scelto” per esclusione è un lager. Io lotto e m’incazzo almeno ogni settimana. E il peggio è che, dentro il primo figlio, anche gli altri vanno a catena, se no mi tocca spostarli tutti, e non ho molte opzioni vicine. 🙁 Invece quanto a scuole d’infanzia secondo me oggi giorno sono tutte splendide. Almeno, qui è così.

  9. Ciao io scappata dalla scuola materna pubblica nel giro di 20 gg nel quale abbiamo conosciuto ben 7 insegnanti diverse perchè quella di ruolo era incinta… finita in una paritaria… un anno passato benissimo. Anno nuovo direttrice nuova una persona da incubo troppo lungo e troppo incredibile come sta impostando la scuola… mia figlia passa ora le giornate annoiandosi anche se la sua insegnante è una favola (la direttrice ha mandato in depressione pure lei)
    Conclusione con i lacrimoni agli occhi da l anno prossimo si ripassa al pubblico, ma questa volta quando sono andata agli open day sapevo cosa chiedere e dove guardare.
    Io e una mia amica ci stiamo già organizzando ora per le scuole primarie cercando di capire quali saranno le maestre. Alla fine ci vuole fortuna e ti assicuro non basta pagare,

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)