Di Asili, Inserimenti &Co. Italia vs Resto del mondo

Delle tante cose strane che mi sono successe da quando sono mamma, la più stranissima di tutte è l’inserimento al nido o, per meglio dire, la concezione molto italiana di come si debba fare questo inserimento.  Prassi comune è il terroristico “3 settimane per l’adattamento”, nella maggioranza dei casi si conclude in 2, qualche fortunella riesce a cavarsela in 1 sola settimana. Inutile dirvi che questa situazione, soprattutto se improvvisata, non agevola in alcun modo le madri lavoratrici. Tanto più se i bambini da inserire sono due, in due classi diverse, o – nella peggiore delle ipotesi – in due scuole diverse. Ma serve davvero tutto questo tempo?

Chi mi conosce  sa che non mi accontento mai di ciò che mi viene riferito come buono e giusto, né riesco a tacitare i miei dubbi, insomma, non posso fare a meno di farmi delle domande e di farle agli altri. Quindi twitter alla mano, ho cominciato a capire come gira la faccenda all’estero e, indovinate un po’? Pare proprio che i cugini d’Oltralpe la vedano un pelino più semplice,  ma anche i canadesi non scherzano, e gli irlandesi poi… Volete sapere cosa mi hanno raccontate le mie amiche mamme expat?

INSERIMENTO NIDO 1|2 / USA | SCOZIA

Samanta di thewomoms.com
Usa |  Scozia

Edo, avendo 2 anni e mezzo, è sempre stato al nido privato. Negli Stati Uniti ha iniziato ad andare un giorno a settimana (solo perché non avevano disponibilità poi due giorni ed infine tre). Se ci fosse stata disponibilità, lo avrei potuto lasciare anche tutti i giorni, dal principio. Non esiste un vero e proprio inserimento, siccome Edo è sempre stato tranquillo –  piangeva giusto 5 minuti prima di entrare tutto lì –   fin dal giorno 1 è rimasto per  6 ore da solo,  quindi ha dormito lì dal primo giorno.

Anche qui, in Scozia, dove siamo ora,  non ha fatto inserimento perché quando siamo andati la prima volta mi ha detto: “Ciao mamma, ci vediamo dopo” e l’insegnante mi ha mandato via 🙂
Edo al momento va tutte le mattine dal lunedì al venerdì, mangia all’asilo e poi alle 13 lo vado a prendere. Lorenzo, invece, sta ancora sta a casa con me.  Se Edo non fosse stato così tranquillo penso che mi avrebbero permesso di stare un pochino con lui i primi giorni. Comunque il fatto che io non abbia fatto l’inserimento dimostra una certa libertà.

Qui sono per l’indipendenza del bambino:  li lasciano mangiare da subito con forchetta e coltello, li portano a fare le passeggiate fuori dall’ asilo – nota dell’autrice “anche in Italia, vero?” –  Comunque, qui puoi decidere quanti giorni alla settimana mandarli, si può scegliere la mattina , il pomeriggio o tutto il giorno. Gli asili aprono alle 7.45 circa e chiudono  alle 17.30.

Ai 3 anni compiuti si può chiedere di passare all’asilo pubblico che, però, prevede solo 3 ore al giorno. Chi decide di non mandarlo, per le poche ore, può chiedere un rimborso allo stato. Quindi, se il bambino ha 3 anni e potrebbe andare al pubblico ma per  svariati motivi si decide di lasciarlo nell’asilo privato lo Stato ti rimborsa le ore, pagando direttamente l’ asilo privato.

AsiloInserimento

INSERIMENTO NIDO 3 | CANADA

Mammacongelo.it 

Gli asili nido a Montrèal (garderie) non prevedono un vero e proprio inserimento, in linea di massima il primo giorno il bambino viene portato per una permanenza di 3 ore, se non ci sono problemi il secondo giorno si ferma anche per pranzo ed il terzo fino al termine del riposino pomeridiano. Inserimento finito. Ai genitori non è permesso rimanere in loco, una volta consegnato il bambino, ma  devono letteralmente sparire dalla circolazione per non attirare l’attenzione del bambino su di sé e non distrarlo dalla compagnia degli amichetti coetanei.

Sono divisi in classi di circa 10 bambini a seconda delle età. L’orario di apertura è  dalle 7.00 alle 18.00, ma i bambini possono essere ripresi a qualunque ora dopo le 15, momento del termine del riposino (in Canada è tutto anticipato:  ingressi a scuola, pranzi, tutto per sfruttare il più possibile le ore di sole).

Più un bambino è piccolo più l’inserimento in garderie è veloce.  Si consegna il bimbo con tanto di biberon, che gli viene subito somministrato dalla gardienne per fargli capire che può stare tranquillo, è al sicuro e verrà nutrito ;). Questo per quanto riguarda le garderie private, dove il vero problema è trovare un posto libero per iscrivere i propri figli, le lista d’attesa sono lunghissime e spesso ci vogliono dei mesi. Per le garderie comunali la modalità d’inserimento è la stessa, l’unica variante è che i puppon, cioè i neonati fino ai sei mesi, non vengono tenuti per più di tre, quattro ore al giorno.

INSERIMENTO NIDO 4 | FRANCIA

Veruscka & Margherita Actikids.net

In Francia ci sono diversi tipi di asilo, la differenza principale tra la halte garderie e l’ asilo nido tradizionale  è la flessibilità degli orari. La prima è adatta per mamme che non lavorano o che lavorano saltuariamente. Ogni venerdì si stabiliscono gli orari per la settimana successiva, ma nell’halte garderie ci si può stare solo mezze giornate o ad ore. Inoltre, qui fornisci tu il pasto, mentre all’asilo nido ci può essere la cucina interna oppure il pasto è fornito dal  comune.

Nell’halte garderie il planning d’inserimento è questo:
prima settimana: 4 volte un’ora con uno dei genitori (10-11 oppure 14-15)
seconda settimana: 2 ore per 2 volte: mezz’ora il genitore resta, un’ora il bambino resta solo e la mezz’ora finale con un genitore.
Dalla terza in poi il bambino va.

L’adattamento  al nido, invece, me lo ricordo abbastanza indolore, purtroppo non ho tenuto il foglio con gli orari, ma indicativamente viene fatto su una settimana e funziona più o meno così:

primo giorno: un’ora con il genitore
secondo giorno: mezz’ora con un genitore e mezz’ora senza genitore
terzo giorno: il bambino rimane 2 ore
quarto giorno: il bambino rimane 4 ore (con pasto del pranzo o merenda)
quinto giorno: mezza giornata con pasto e riposino.
La seconda settimana si parte.

Io mi sono imposta per accelerare gli inserimenti in una sola settimana, ma con molte perplessità  – e qualche occhiataccia – delle maestre,  considerando anche che i miei figli conoscono molto bene la maestra e che sono abituati a stare con altre persone anche tutta la giornata. L’episodio che più ha lasciata perplessa, però è stato questo: il giorno 1 il bimbo si è addormentato all’asilo e, invece di lasciarlo dormire, hanno insistito per farmelo portare a casa, col risultato ovvio che si sia svegliato. Ho chiesto per il secondo giorno di fargli fare la nanna lì se si fosse nuovamente addormentato, ma la risposta è stata “no, cerchiamo di tenerlo sveglio!”. Mi domando se abbia senso, se non ci siano delle convinzione un po’strambe e troppo rigide. Io credo che sia sempre il buonsenso a dover stare al primo posto, oltre che un minimo di ascolto dei genitori. Credo, anche, di conoscere i miei bimbi e di sapere cosa sia meglio per loro. Il terzo giorno comunque ha dormito lì e non l’ho trovato né in crisi né terrorizzato, ma sereno e sorridente.

Voi mamme, cosa ne pensate?

15 thoughts on “Di Asili, Inserimenti &Co. Italia vs Resto del mondo

  1. Non sono mamma, ma posso supporre che in Italia è tutto cosi maledettamente complesso.
    E comprendo perché, nel bel paese, si rimanga poi a casa dei genitori fino alla pensione.
    Giantstep Grooves ft Lizzy – Don’t leave (the disclosure project remix)

    1. Le mamme italiane vivono per i figli e sono troppo apprensive e dipendenti da loro. Vivono la maternità’ come la realizzazione di se’ ! Molte di loro diventano mamme super competitive, regine madri, prese solo da programmare i figli!!Le donne straniere sono libere autonome e mantengono la loro individualità’ i loro interessi siano esse sigle mamme o mogli!!! Dobbiamo evolverci noi donne italiane!!

  2. Io penso che periodi così lunghi d’inserimento non siano necessari, o possano essere adattati di volta in volta in base ai bambini e alle famiglie. In ogni caso ho potuto constatare che nella maggior parte dei casi un bambino si inserisce con difficoltà perchè è già la mamma che trasmette un senso di ansia al figlio. Perchè poi? Forse la mia parte tedesca qui ha il sopravvento, se sono sicura che il posto che ho scelto per mio figlio è giusto allora perchè essere preoccupati? In fin dei conti lì si diverte, sta con coetanei e fa 1000 attività che a casa non farebbe! Alessandra

    1. Tipo colorare con la cioccolata 🙂 marameo che a casa lo facciamo!!!
      Anch’io sono convinta che molta della famosa ansia da distacco sia ansia da mamma più che di bimbo 🙂

  3. E qui mi sento in dovere di esprimere un opinione. In questo caso io rappresento la terza parte, cioè il nido, in quanto educatrice. Premetto che di ambientamenti ne ho vissuti parecchi e posso assicurarvi che i bambini ne soffrono e che non è un momento simpatico per loro, soprattutto se hanno consapevolezza di quello che accade. C’è il bambino che piange quello che non piange quello che quando la mamma torna fa il diavolo a quattro quello che non fa la cacca quello che si sveglia con gli incubi quello che non mangia. Credo che l’unico tempo giusto per ambientarsi dovrebbero essere i bambini a quantificarlo. Noi la facciamo tanto facile. Noi siamo adulti e spicci. E abbiamo fretta. Ai bambini invece piace prendersi tutto il tempo di cui hanno bisogno, che in ‘adultese’ equivale a perdere tempo. Anche per me l’ambientamento di tre settimane è troppo lungo ma soprattutto troppo stressante. Avere in sezione un altro adulro che misura ogni movimento che faccio è imbarazzante a volte. A volte ci sono mamme che parlano troppo o troppo poco. Accellerare i tempi ridurrebbe lo stress , i silenzi imbarazzanti e i terzi gradi assillanti.
    Detto questo gli inserimenti più semplici sono quelli in cui il genitore è tranquillo e consapevole della scelta che ha fatto e lo trasmette al suo bambino.

    1. Silvia hai centrato il senso. È stressante per tutti: bambino, genitore e maestre. Ci sono bambini che piangono anche dopo 6 mesi che sono inseriti altri che al primo giorno sono già belli che ambientati. Ma dubito che a stare lì attorno a bighellonare senza scopo o peggio a mettersi in mezzo su come gestire bambini, liti e pianti sia utile. Una settimana è un tempo ragionevole. Se poi c’è un problema reale allora si può fare diversamente. A me piace il nido, mi piaceva anche la prima volta finché non ci sono stati problemi reali e mio figlio ha iniziato a non andarci più volentieri. Dico solo che ogni bimbo e a sé, ma queste formule precostituite sono un po’ rigide e obsolete.

  4. A proposito di facilitare le madri lavoratrici: Milano, asilo nido pubblico. “Per quanto riguarda l’inserimento, consideri circa tre settimane. E chiaramente, tenga conto del fatto che potrebbe iniziare ad ottobre invece che all’inizio di settembre, quando ricomincia l’anno scolastico. Dipende dalle graduatorie.”
    Proprio comodo, vero?

  5. Il nano e’ entrato al nido a 9 mesi: era prevista una settimana di inserimento, con mamma presente o no secondo le esigenze che si fossero manifestate sul momento.
    In realtà, già il secondo giorno mi hanno autorizzato a lasciarlo fino a dopo pranzo, ossia a orario pieno per lui (visto che ha sempre frequentato fino alle 13.30 per via dei costi proibitivi).
    Insomma, massima flessibilità e adattamento ai bimbi!
    Asilo nido comunale.

  6. Sperando di non andare troppo fuori tema: a me spiace molto sapere di dover rinunciare ad iscrivere mio figlio ai nidi comunali, ma devo ammettere che purtroppo si basano su un’organizzazione che può creare problemi a chi ha un lavoro che non permette grande flessibilità.
    A me, che rientro in ufficio a settembre, sapere che le graduatorie usciranno a giugno e che gli inserimenti inizieranno tra settembre e i primi giorni di ottobre per durare non meno di due settimane – questo è stato quello che mi è stato detto – crea una situazione ingestibile, che mi porta a dover scegliere una soluzione diversa.
    E poi mi lascia un po’ perplessa il fatto che prevedano dei protocolli standard: perché non farmi sognare pensando di essere una di quelle fortunelle che riescono a cavarsela con una settimana di inserimento? 😉

    1. Purtroppo con i nidi comunali non ho esperienza. Io ho sempre iscritto i bimbi a scuole private, tanto in graduatoria non ci saremmo mai entrati 🙁 e cmq volevo avere libertà di scelta. Hai provato a parlare con le maestre?

  7. Io ho sempre frequentato scuole pubbliche e mi sarebbe piaciuto iscrivere Piccolotto ad un nido comunale. Poi mi sono informata e purtroppo ho dovuto cambiare idea: graduatorie, inserimenti scaglionati, scarsa flessibilità. E mi spiace molto, perché ho conosciuto delle maestre che mi hanno fatto un’ottima impressione, che però purtroppo
    sono ingabbiate in una burocrazia che non mi lascia possibilità di scelta. Peccato, davvero.

  8. ragazze, seguo con interesse… si avvicina per me il momento di decidere se nido o meno.. per ora l’ho iscritto al comunale con riserva diciamo di partire da gennaio. ma non sono convinta. sono anch’io dell’idea che l’ansia della mamma si trasmette al figlio. quindi se mamma è serena a lasciarlo probabilmente il bambino si sentirà sereno, qualcuno subito qualcun altro con i suoi tempi. certo che tre settimane in effetti sembrano un’eternità e la presenza della mamma insieme alle maestre mi rendo conto crei un certo stress a tutti

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)