Sul ruolo del PADRE, sulle parole come MAMMO e VIRAGO. E altri sciocchi preconcetti.

Ci sono cascati pure loro, quelli della redazione di un bel settimanale che leggo da molti anni perché reputo sia un tantinello sopra la media, eppure… eppure anche loro sono caduti nel tranello del facile slogan, della battuta d’effetto, del pettegolezzo a casaccio. Succede che sfoglio il magazine e mi trovo la bella Scarlett Johansson con un borsone a tracolla e, qualche passo più indietro, il compagno con la figlia di 6 mesi  in braccio (considerate che io non so assolutamente nulla di star system, amoruzzi e gossip vari, tanto che non sapevo nemmeno fosse incinta e di chi, né conoscono il nome del ben-capitato, marito, fidanzato o convivente che sia).

Una normalissima, frequentissima, scena quotidiana. Senonché, nella didascalia, leggo testuali parole: “Scarlett sempre più virago mentre lui viene definito un “mammo”. La cosa più allucinante è che sulle loro teste pende un cartello che recita “ESCLUSIVO!”. Esclusivo? MADDECHÈ? Cosa ci può essere di esclusivo nell’immortalare due neo-genitori che, scendendo dall’aereo, si dividono i carichi? Un padre che porta in braccio la sua bambina perde forse di mascolinità e va quindi etichettato come mammo? E lei è forse una virago perchè s’accolla due borse? Ma mi hanno mai visto uscire di casa la mattina con Palletta, Frignolo, borsa a tracolla, borsa porta pc, e magari il sacchetto del cambio del nido? Sono forse un’amazzone a cavallo del passeggino? Masantiddio!

Ruolo Padre, mammo,

Diceva il buon Nanni “le parole sono importanti”, qualcuno troppo spesso lo dimentica. Perchè se ancora si potrebbe soprassedere sull’uso di virago, inteso come donna forte e coraggiosa e non con “arditezza virile”, l’accoppiamento con il neologismo mammo va in una sola direzione: svilire il rapporto paritario uomo-donna/padre-madre. Ora, io capisco che il suddetto giornalista abbia voluto caricare la notizia, ma il retrogusto (amaro) è di chi ogni giorno deve ancora combattere con certi pregiudizi duri a morire, per cui se è un padre è dolce e premuroso è un effeminato, se una madre è risoluta e indipendente è virile.

Non sarebbe ora di smetterla con questi preconcetti di genere?

 – E non voglio addentrarmi in strane teorie come il gender e altre cose turche di cui non voglio parlare perché non sono né pronta a farlo né abbastanza preparata sull’argomento.  –

Comunque, ciliegina sulla torta, sto lavorando ad un progetto al maschile e tra i contenuti che propongo salta fuori il tema dell’organizzazione domestica, consigli su come tenere in ordine casa, cosa comprare etc. Ci sono un sacco di single in giro e/o divorziati che, forse, avrebbero bisogno di due dritte su come si pulisce un cesso, no? Indovinate un po’? mi è stato completamente cassato: pensa da uomo, non da donna. Ah, sì? Allora, sai che ti dico: Sticazzi! Ora sono abbastanza virile?

 

 

 

10 thoughts on “Sul ruolo del PADRE, sulle parole come MAMMO e VIRAGO. E altri sciocchi preconcetti.

  1. Sai cosa? È che secondo me non siamo ancora pronti. Ci piace tanto raccontarcelo, che la parità è bella e giusta, ma poi ci stupiamo tutti – e tutte – quando vediamo un uomo che pulisce il pavimento. Quando poi ce n’è uno che porta in braccio la figlia, ci scriviamo addirittura un articolo su una rivista. Magari ci arriveremo, ma secondo me siamo ancora ben lontani.
    E comunque, il giornalista era un uomo, vero? 😉

    1. Già… poi parità mica vuol dire appiattimento di genere! (su cui non mi trovo in accordo, ma sarà materia di altro post). Vuol dire prendersi carico in egual misura di doveri e diritti, ma anche di tante cose belle! Chi l’ha detto che un uomo non debba essere felice nell’avere più tempo per i figli, la moglie e la casa? Mio marito fa, per sua scelta, le lavatrici di tutti, rifà il letto e talvolta pulisce la cucina (pavimenti inclusi), è bravo e bisogna dargliene merito ma quando gli chiedo qualcosa in più allora parte la solfa “che gli altri sai non fanno quello che faccio io! Io ti aiuto!”. Bravo, fai solo il tuo dovere! Non sei meglio, sono quei fantomatici Altri – se permetti – che sono peggio!!!!

  2. io credo scusate che no si tratti di parità o di bravura ma si semplice amore per la propria famiglia!!! se un padre aiuta a casa o porta la figlia n braccio mentre la mamma carica e scarica la macchina o altro ,non ci trovo niente di strano.. un uomo non vale meno se aiuta o se cucinacon il grembiule…..
    la parità nonsi potrà mai avere ,ma un giusto equilibrio e rispetto dei ruoli si!!!!!!
    adesso si vuole far vedere una parità immaginaria che invece ceh aiutare mina l’equilibrio..

    èsoloilmio modesto e personale punto di vista
    veronica

  3. Mah! Io continuo a credere che la nostra cultura viva ancora di stereotipi che forse si trovavano 40 anni fa. La mamma casalinga o lavoratrice che fosse, meglio casalinga però, che accudiva la famiglia e il papà lavoratore fuori casa che tornava alla sera e pensava a riposarsi. Stop! Questo è il quadretto che purtroppo si aveva e si ha ancora della famiglia, è un po come quando ci stupiamo se una bimba gioca a pallone e un bimbo con i pentolini. È il nostro modo di vedere, che ci viene inculcato sin da piccoli, sono stereotipi, pregiudizi duri a morire. Il gender di cui tanto si parla ultimamente non esiste, esistono studi di genere che si rifanno al femminismo da quando è nato ad oggi, il resto sono slogan 😉

    1. Mah! Non so Giorgia sulla teoria del gender mi voglio documentare meglio prima di esprimere opinioni, lessi un articolo molto tempo fa su Internazionale che parlava dell’argomento negli Usa. Gli slogan, però, in qualsiasi direzione vadano, sono pericolosi perché colmano dei vuoti di contenuto con facilità di diffusione e viralità.

      1. Vero! Io sul blog a inizio anno ne avevo parlato linkando un decalogo della cosidetta “teoria” gender in cui sono citati anche i pregiudizi di cui parli nel tuo post. La “teoria” è nata in alcuni contesti religiosi e la troverai solo lì. Il gender esiste come studi e li trovi come studi di genere ma si rifà a tutt’altro. Io credo che bisognerebbe ridare a valore alle parole ma sopratutto ridargli il loro significato. Ho in lista vari libri da entrambe le parti sull’argomento ma se trovi altro, me lo srgnali per piacere? È un argomento che mi sta a cuore 🙂

  4. Certo Vale, per ora ho in lista “La teoria del “gender” e l’origine dell’omosessualità, Una sfida culturale” di Tony Anatrella – “La famiglia de-genere. Matrimonio, omosessualità e Costituzione” di Matteo Bonini Baraldi – “Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell’identità” di Judith Butler e “Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico come formazione alla maschilità” di Giuseppe Bugio. Ora sto cercando qualcosa che non sia ne da una parte ne dall’altra prima di ordinare tutto ma avevo trovato molto interessante sia questo link http://www.ais-sociologia.it/forum/ideologia-del-gender-o-studi-di-genere-comunicato-a-cura-di-alcun-componenti-della-sezione-ais-studi-di-genere-4303 che quello scritto dal Dr. Pellai, accusato di fare propaganda gender. Il Dr. Pellai è medico, cattolico, che ha ricevuto la medaglia d’argento nel 2004 al merito nella salute pubblica dal Ministero della Sanità. Questo il suo articolo, in cui parla da medico http://www.tuttotroppopresto.it/2015/03/16/proposito-dellideologia-gender/ 🙂

  5. Un articolo come quello di cui parli mi mette tanta tristezza. Purtroppo, siamo ancora lontani dall’esserci liberati dagli stereotipi di genere e questo tipo di “giornalismo” (che però dubito possa definirsi tale) non fa che danneggiare la società.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)