Un Museo per i Bambini: la nostra giornata al MUBA di Milano

Esiste un museo dedicato ai bambini a Milano. Davvero, un luogo magico dove i più piccoli possono esploare, sperimentare, inventare, capire. Noi ci siamo andati domenica scorsa, il MUBA Museo dei Bambini Milano, è  un centro di cultura dedicato all’infanzia, inaugurato nel gennaio 2014, nello splendido spazio della Rotonda di via Besana.  Lo spazio espostivo si trova nell’edificio principale, la Chiesa di San Michele (ora sconsacrata), ed è circondato da un parco storico, chiuso da mura circolari. Il parco è liberamente accessibile anche da chi non entra al museo. Il Muba è sede di Remida Milano, centro permanente del riuso creativo dei materiali di scarto aziendale, che organizza le attività laboratoriali per bambini dai 2 agli 11 anni. Noi, arrivando da Verona, quindi con un’ora e mezza di strada circa, abbiamo prenotato il laboratorio delle 11.30. Siamo però arrivati alle 10.20, ma nessun problema!, all’interno del Muba, infatti, la zona d’accoglienza è già incantata e a misura di bimbo.

Palletta, detto anche #PiccoloNerd, ha subito indviduato il suo passatempo: bellissimi armadietti con numeri adesivi rossi – il suo colore preferito – da aprire in strane sequenze matematiche. Ovviamente, c’era una bella zona interattiva con colori e personale addetto, ma perchè farsi sfuggire l’occasione di impersonare l’intero #TeamUmizoomi? Papà e Frignolo, detto anche Cicciobello, invece sono usciti per un giro sull’altalena nel parco. Mamma che poteva fare? Ha approfittato per sfogliare tuttiiii i libri stra-meravigliosissimi del bookshop “Rotonda Corraini” , uscendone con un ricco bottino di cui avrò modo di parlarvi più avanti (ho in serbo un post sui libri a breve 🙂 ).

All’ora X, ci siamo apprestati alla zona d’accesso per i laboratori, anche qui attrezzata per i nanetti con una lavagna a tutta parete e i gessetti colorati, e poi tutti dentro e… ooooh! Alla pareti scaffali e scaffali di scatole misteriose, via le scarpe e tutti per terra per conoscere Remida. Poche e semplici regole: si può camminare, ma è meglio non correre, si chiacchera e si fanno tante domande, ma senza urlare e, naturalmente, si gioca! C’è chi si è travestito con lunghi mantelli, chi ha costruito torri con legni e bottigliette di plastica, chi s’è fatto la vasca di flaconcini (il mio Frignolo), chi ha creato automobili e carri fantastici con vecchi pallet, chi ha fatto la montagna di gomma piuma (il mio Palletta), per un’ora circa di fantasia e divertimento, alla fine della quale i bambini, come per magia, hanno rimesso tutto in ordine.

Ora, direte voi, perchè farsi un’ora di strada per un laboratorio di riciclo che magari avrei potuto trovare anche a Verona? Perché è diverso stare in un museo, in un ambiente dove non si urla, non si corre, ma ci si diverte e s’impara tanto. Perché la prima volta che entri in un museo non te la dimentichi più. Almeno così successe a me, almeno così me lo ricordo io. Mi pare avessi 13-14 anni, ero andata ad una mostra alla Galleria d’arte moderna di Verona (l’allora Palazzo Forti)  sull’espressionismo, c’erano anche opere minori di Munch, ricordo appena le carte appese alle pareti, ma soprattutto quella sensazione di essere in un ambiente quesi mistico. Ora che ci penso, però, quella fu la prima volta che vidi una mostra d’arte, non che entrai in un museo, c’era stato quello dei Fossili di Bolca prima. Ma che importa? Comunque a casa mia non è che i luoghi deputati alla cultura si frequentassero molto. Forse, per questo io ho deciso che i miei figli ci sarebbero andati il prima e il più possibile.

Quello che resta di un’esperienza museale è la sensazione di sapere qualcosa di più, ma soprattutto di essere entrato in un processo di conoscenza collettiva, dove si ha rispetto per l’apprendimento, per il gioco, per la comunità. Dove si impara ad essere piccoli cittadini e non di far parte di una strana congrega di matti-illuminati che la domenica pomeriggio decide di chiudersi in un luogo polveroso, stantio, professorale. Nulla di più assurdamente lontano dalla realtà.

Perchè trasformare i musei in cimiteri? O peggio perchè trasformarli in sette per adepti, con mostre criptiche, testi e critiche incomprensibili? Il pensiero va da una parte a chi ci vuol tenere lontano dalla cultura perchè ha paura delle persone intelligenti, dall’altra a chi vuole detenere il potere culturale, come se fosse un piedistallo da cui arringare, ma soprattutto difendersi, arrogandosi il diritto ad una cultura ermetica ed elitaria. Ma sto divagando, e non voglio concludere questo post senza avervi raccontato ancora qualcosa del Muba.

Dopo il laboratorio, infatti, abbiamo scelto di fermarci a pranzo al bistrot. Hanno un menù per i bimbi, ma non le solite cotolette con le patatine fritte che ti rifilano in ogni dove, e una buona scelta per gli adulti con prodotti freschi e anche ricercati. Ma ricordatevi due cose: prenotate prima e, se avete bambini piccoli, fatevi riservare anche il seggiolone perchè altrimenti rischiate (come noi) di rimanere senza. Il servizio è migliorabile, ma si mangia bene.

Che altro dire? Se ve lo consiglio? Certamente sì! Oltretutto, il calendario degli eventi cambia più volte durante l’anno, quindi ci saranno sempre occasioni diverse per frequentarlo, tutte le info le potrete trovare qui: muba.it. Vi ho incuriosito? Ci andrete? Aspetto le vostre impressioni nei commenti qui sotto! Baci 🙂

 

 

 

7 thoughts on “Un Museo per i Bambini: la nostra giornata al MUBA di Milano

  1. L’hai descritto alla perfezione e non posso che confermare i tuoi giudizi positivi. Ti ringrazio per avermi spronata a vederlo, era qui vicino a me da una vita ma non ci eravamo mai stati 🙂

  2. Mi piace molto questo museo 🙂 potrebbe essere una visita da abbinare all’expo che ne pensi? per noi che non abitiamo vicino Milano si potrebbero prendere due piccioni con una fava 😉 Ad ognimodo fai benissimo a portare i tuoi figli al museo sin da piccoli!!

  3. Ci uniamo pure noi al gruppo EXPO+Museo. Incredibile che ad una mamma che ama il fashion, poi piaccia molto tutto ciò che ha a che fare con la cultura!! Ahahahah! Sono nerd dentro ed orgogliosissima di esserlo e vorrei trasmetterlo anche a Sissi! Al Muba vorrei portarla da tanto tanto tempo, ma con lei a Milano non sono mai andata finora… Abbinarlo all’Expo non sarà una bella “ammazzata”?
    Bacioooo
    Buona domenica ;-****************
    Paola
    http://www.sissiworld.net/

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