Mamme e lavoro: eliminare il senso di colpa

Mamme, diciamo addio al Senso di Colpa in 3 mosse!?

Qualche tempo fa scrissi sulla mia fan page di facebook questa frase:

In una gara di Sensi di Colpa, mi sentirei così in colpa ad arrivare prima che arriverei seconda.

Credo riassuma perfettamente la situazione media di una mamma normo-sfigata. Quando è nato Frignolo, il secondogenito, il mio già delicato equilibrio psico-fisico è andato letteralmente a farsi friggere. Anche perché il piccoletto ha sconvolto tutto il sistema-famiglia, nonni inclusi. Due figli cambiano la vita, eccome se la cambiano. Molto, ma molto di più che uno solo, il perché è presto detto: due bambini sono più difficili da lasciare. Il parentado si dilegua, #santanonna fatica a reggerli per più di qualche ora, e tutti i problemi logistici, scolastici, e -stici vari, si complicano a dismisura. Andare a lavorare con due bambini piccoli è ancora più difficile, soprattutto perchè devi importi regole e (limiti umani) un po’ più rigorose per evitare di finire dallo psichiatra.

Negli ultimi mesi, mi è capitato più volte di confrontarmi con altre mamme sulla questione “genitorialità-lavoro” ed è emersa una costante: il senso di colpa. Siamo a lavoro e vorremmo essere a casa, siamo a casa e abbiamo la testa su quella cosa che abbiamo lasciato in sospeso in ufficio. Vorremmo essere qui e lì, contemporanamente. E la domanda ricorrente è: riusciremo a fare tutto?

Mamme e lavoro: eliminare il senso di colpa

Urge l’aiuto di qualcuno che ne sa!

Così è nata l’idea di condividere con voi un percorso di auto-consapevolezza alla ricerca di un modo per affrontare prima di tutto le limitazioni che ci poniamo noi stesse. Ovviamente, non da sola, ma grazie a Vale Giuffré, appassionata di scienze della mente, di personal branding, è anche Nlp Coach e NLP Trainer certificata da Richard Bandler, una delle poche italiane del team di Life Success Consultant di Bob Proctor. Insomma, una che qualcosina negli anni ha imparato e che ha scelto di orientare la sua professione nell’aiutare le donne  – con sessioni di coaching individuali e corsi dal vivo e online –  ad essere più sicure, felici ed efficaci, usando i propri talenti.

Quindi, quale miglior maestra e quale miglior allieva di una mamma sfigata?

1. Ciao Vale Giuffré, nella tua esperienza hai incontrato molte mamme, sei riuscita a capire cosa le accomuna e perché, per molte di noi, è così difficile questo “tutto”?

Prima bisogna capire bene cosa significa “fare tutto”. Per ognuna di noi è diverso! La cosa più importante è identificare cosa significa per te. La tua versione di “tutto” potrebbe includere fare le pulizie di casa, ma anche no, guadagnare 20.000 euro, ma anche 80.000. Cucinare tutti i pasti, oppure lavorare 10 ore al giorno. Insomma, non esiste una versione giusta o una sbagliata, esiste la tua versione di “tutto” ed è importante che sia quella che ti rende serena e felice.  Le differenze dipendono dalle decisioni che hai preso e dalle aspettative che hai su te stessa. Ma non solo. Dipendono anche dai messaggi che hai ricevuto sulla maternità, prima da figlia e poi dalla maggior parte delle persone che frequenti.  La cosa bella è che non è mai troppo tardi per cambiare, anche se ci sentiamo “imprigionate” in una situazione che non desideriamo, una volta acquisita la consapevolezza, possiamo sistemare le cose.

Quindi, facciamo questo esercizio:

METTI A FUOCO: cosa significa fare tutto per te?

Prendi un foglio bianco e descrivi il tuo tutto.

Quali sono le mansioni che devi svolgere? Quali quelle che vuoi svolgere? Quali quelle che potresti delegare? Quali quelle sulle quali puoi chiudere un occhio?

Non esiste una sola risposta. Esiste la TUA risposta. Quando avrai messo a fuoco cosa vuol dire per te “tutto”, potrai decidere se è quella giusta per te, per la tua famiglia, o se devi apportare dei cambiamenti. Il primo passo è sempre prendere consapevolezza. E non barare! Scrivi, vedrai che le idee ti si chiariranno!

2. Una volta chiarito cos’è per noi “fare tutto”, come ci muoviamo?

Questo è solo il primo passo, ora che hai messo nero su bianco com’è la tua vita e ti sei resa conto di come e dove va ri-sistemata, è il momento di Rivedere le Tue Convinzioni. Pensa che la maggior parte delle opinioni che abbiamo su denaro,salute, fiducia in noi stessi, relazioni, lavoro, amore le elaboriamo tra i 2 e i 6 anni d’età, momento in cui il nostro cervello è una “spugna”. In questa fase osserviamo, ed assorbiamo, tutto, imparando come agire e come reagire a situazioni, circostanze e persone. Le opinioni positive che ci formiamo, divengono spesso i nostri punti di forza e ci sostengono negli anni a venire, diventando la base del nostro carattere. Ma si formano, anche, le nostre convinzioni limitanti, tutte quelle idee negative che ci trasciniamo dietro nella quotidianità di adulti. Credenze che hanno la capacità di rallentarci o, addirittura, fermarci nella nostra crescita, sbarrandoci la strada verso la vita che desideriamo. Facciamo un esempio concreto. Magari abbiamo vissuto con una madre che ci preparava il pranzo tutti i giorni, quindi per noi quello è un modo per essere brave mamme, ma noi non riusciamo a farlo perché abbiamo i bimbi al nido o a scuola fino alle 17. Potremmo essere, erroneamente, indotte a pensare di non essere abbastanza brave come lo era nostra madre. Oppure, guardiamo ad altre donne della nostra comunità che fanno tutte così e ci sentiamo inadeguate, incapaci perché noi non lo facciamo. E il senso di colpa ci assale.

Sono solo esempi, ma ora prendi un foglio bianco e rispondi tu.

RIVEDIAMO LE TUE CONVINZIONI

Cosa vuol dire per me essere una brava mamma? Cosa vuol dire per me essere una donna in gamba? Cosa vuol dire per me essere donna nel 2015? Cosa penso delle donne che lavorano?

Scrivi una frase per ogni argomento che ritieni importante. Dopo avere scritto la frase di apertura, prendi nota di tutti i pensieri che emergono. Non finirai velocemente. Ci vuole tempo. Puoi lavorarci per qualche giorno. Scrivi tutti i pensieri che ti vengono in mente, non importa quanto ti sembrino sciocchi. Scrivili e basta, perché queste sono le tue regole interne, sulle quali vivi e crei la tua vita. Diventandone consapevole, puoi cominciare a cambiarle.

Quando le liste sono complete, rileggile. Segna con  pallino le convinzioni che senti positive e di sostegno, mentre con un’altra penna di un altro colore, barra le convinzioni che ti ostacolano, che ti fanno sentire in colpa, quelle convinzioni che non sono funzionali a renderti felice.

Soffermati sulle convinzioni negative e chiediti, “voglio che questo modo di pensare continui a gestire le mie emozioni?”. “ Sono disposta ad eliminarlo?” Poi prendila e trasformala in positivo.

Ecco alcuni esempi.

Una donna per avere successo nel suo lavoro, non può avere una famiglia felice ==> Una donna che ha una famiglia felice ha maggiori possibilità di avere successo nel suo lavoro

Una donna per essere una brava madre deve trascorrere tanto tempo con i suoi figli ==> Una brava madre è in grado di dare amore ai suoi figli in tanti modi, sia quando trascorre il tempo con loro che quando lavora, migliora e cresce dando un esempio positivo.

Una volta che hai finito di trasformare le convinzioni negative in positive, stila una sorta di TOP TEN, stampala e appendila in un luogo dove puoi leggerla e ripetere a voce alta almeno un paio di volte al giorno.

All’inizio ti sembrerà imbarazzante, pian piano, invece, comincerai a crederci e dopo un po’ ciò di cui ti sei convinta entrerà a far parte della tua vita.

3. Bene, ora che abbiamo capito che basta rovesciare le prospettive limitanti per essere più serene, come si fa  a mettere in pratica questi consigli?

Se l’integrazione lavoro-famiglia è l’obiettivo, allora iniziamo a cambiare la parola equilibrio proprio con “integrare”. Farlo ci dà la possibilità di sovrapporre e talvolta far coincidere alcune cose.

Proviamo a fare questo esercizio.

INTEGRAZIONE AL POSTO DI EQUILIBRIO

Pensa alla tua vita in blocchi da 2, 3, 4, 5 o anche 6 ore l’uno. Ora stabilisci cosa succede in ogni “blocco”. Ad esempio se sei un frelance (come nel mio caso) puoi ragionare così

  • Blocco 1: ore 6.00 – 8.00 tempo per la famiglia. Si fa colazione e ci si prepara per la giornata tutti assieme.
  • Blocco 2: 8.30 -12.30 tempo per il lavoro
  • Blocco 3: 12.30 – 16.00 tempo per la casa, dal pranzo all’arrivo del tapparellista, all’aiuto compiti per i bimbi più grandi.
  • Blocco 4: 16.00 -18 ancora lavoro
  • Blocco 5: 18.00 – 21.00 cena assieme, qualche gioco assieme etc
  • Blocco 6: 21.00 – 22.00 un’ultima occhiata alle mail per pianificare la giornata successiva.

Ogni giorno  può essere diverso e ogni giorno puoi scegliere come “integrare”.

Ora provaci tu!

Scrivi due o tre possibili suddivisioni della tua giornata, rivedendo come solitamente pianifichi i tuoi impegni, senza per forza credere di poter controllare tutto. L’importante è capire quali sono le tue priorità e come gestirle al meglio! Questo ti renderà subito più libera, soprattutto dal senso di colpa.


 

Hai voglia di fare anche tu questi esercizi? Io li ho fatti li puoi leggere sul blog Total Freedom di Vale Giuffré (così ti renderai conto che siamo tutte nella stessa barca ;)! )

Poi ti aspetto qui sotto nei commenti, per sapere se hai fatto questi esercizi e se qualcosa è mutato in te, magari se hai semplicemente deciso di cambiare qualcosa nell’organizzazione della tua famiglia.

E… non perderti le prossime puntate: parleremo di stile di vita e di come si può scegliere di cambiare stile di vita, anche nella pratica! Chi sa cos’è un business plan? 🙂

 

11 thoughts on “Mamme, diciamo addio al Senso di Colpa in 3 mosse!?

  1. Io non lavoro e il mio problema è opposto: cioè mi sento inadeguata anche se sto tanto con i miei bambini di quattro e cinque anni. Sento la mia vita vuota e guardo a quella delle altre mamme (soprattutto lavoratrici) con occhi sognanti per loro e disistima per me. Credo che questi esercizi vadano bene un po per tutte quelle mamme che si sono un po perse, quindi : grazie, bel post!

  2. Wow lo devo fare assolutamente …di sicuro scoprirò qualche cosa che non va e addrizzerò il tiro. È quello che mi serve in questo momento 🙂

  3. Io non lavoro e i sensi di colpa ci sono lo stesso. Non riesco a star dietro a tutto, con il fatto che sono a casa poi si dà per scontato che io “ho tempo” perciò dalle 9 alle 14 metto a posto casa perché visto che ho tempo e il marito disordinato prima di raccattare tutto e pulire ci metto una vita. Alle 14 mangio qualcosa al volo, alle 15 di solito è tempo già di uscire a prendere il nano che arriva con lo scuolabus. Arriva alle 15.15/15.20 e basta ho finito. E’ vero ho un Gremlins, un bambino vivace e attivo ma anche mammone all’ennesima potenza perciò da quando mette piede in casa è tutto un “mamma giochiamo, mamma leggiamo, mamma parliamo etc etc” arrivo trafelata alle 18.30 che devo cucinare, alle 19 mangiamo e alle 19.30 si ricomincia: sistema la cucina, preparalo per andare a letto (o meglio digli 100 volte metti il pigiama, lava i denti etc), leggigli i libri della buona notte 3 o 4 a sera, metti a nanna il nano che 9 su 10 non vuole addormentarsi, bene arrivano le 22 e ti rendi conto che non hai avuto un solo secondo per te! Inoltre se per sbaglio qualche volta ti dici “Ok ci sono prima io, do attenzione a tutti, cerco di fare tutto e dici “no ora mi ritaglio un’ora per me” arrivano i sensi di colpa, lì pronti ad attenderti, perché alla fine non hai dato retta al nano come voleva, non hai fatto qualcosa che dovevi fare etc etc. Perciò ora sto cercando di cambiare qualcosa, di trovarmi un lavoro (sarebbe meglio), di stare dietro alla mia passione per i libri, qualsiasi cosa che non mi faccia sentire troppo in colpa ma che dall’altra parte non mi renda “schiava” della famiglia. Ora mi metto a fare gli esercizi del post 😉

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)