come creare la tua vita ideale

È tempo di agire! Crea la tua vita ideale: dal pensiero alla realtà

La gestione quotidiana dei figli: insidie e difficoltà

Questa mattina ho dato di matto. È stata una settimana difficile, per non dire di peggio. Tutto è iniziato in un lunedì nero che, sulla carta, doveva essere un buon giorno. Il piccoletto aveva il controllo cardiologico, che fa routinariamente dall’operazione in poi. Frignolo è forte come un toro, è grande e grosso, ha solo 15 mesi ed alto 83 cm per 10,5 kg. A dispetto, quindi, di quanto di avevano pronosticato cresce bene e in salute. La visita è andata molto bene, non voglio fuorviarvi, e sono molto contenta di questo. Quello che invece mi ha fatto saltare i nervi è stata la tensione accumulata prima della partenza. Normalmente, mi occupo della gestione dei piccoli da sola, li preparo e li accompagno al nido. Ripeto: da sola. Mi immagino che essendo in due, con la calma di chi non deve andare a lavorare, le cose possano andare in modo rilassato. SBAGLIATO. Succede il finimondo. Il papà che trascina il grande urlante, il piccolo che li vuole raggiungere e viene – involontariamente – sbattuto dietro la porta. Pianti, isterie. Tutto perché i bambini non rispettano i suoi tempi, quelli del padre. Ora, io capisco che sia snervante non essere ascoltati, ma a che serve fare così?

Per evitare il caos, faccio da sola. Sì, ma poi?

Questa è una scena tipica a casa mia. Così finisce che per evitare l’Apocalisse, mi arrangio. Ma poi? Poi succede che sbrocco. E questa settimana ho sbroccato più volte. Soprattutto dopo che per 3 giorni, con le tonsille più gonfie di un pallone da spiaggia, ho tenuto botta senza mai lamentarmi. Poi una sera arriva a casa Lui. Con 2 linee di febbre. E sembra che stia per morire. Non muove un muscolo, si lamenta, molla tutto e va a letto. Mi è salita una rabbia!

Ok, direte voi, questa lunga premessa a che serve? Avete già letto il post su come dire addio ai sensi di colpa? Avete fatto gli esercizi della scorsa volta? Ora facciamo un passo avanti, questa settimana Vale Giuffré mi ha fatto riflettere su Come vorrei che fosse la mia vita, ma soprattutto

Come avere una visione chiara del mio stile di vita ideale per renderlo possibile

come creare la tua vita ideale

Sarà che ripensare alla propria vita non è mai facile. Lo scorso esercizio l’ho affrontato con leggerezza, poi però mi ha spalancato porte che avevo chiuso da un po’. Riflettere ha sempre un margine di pericolosità. Oppure sarà il caldo, la tonsillite, i bambini, non so. Sta di fatto che la mia vita degli ultimi 7 giorni mi è piaciuta molto poco. Forse pretendo troppo.

Ad esempio, la casa. Io me la sono trovata così com’è, e ringrazia il Cielo, diranno in molti, che ne hai una. Vero. Arredata, pagata, etc. Solo che a me non piace. Mio marito la ama, sogna di viverci tutta la vita. A me solo il pensiero fa venire l’orticaria. È in un quartiere che non mi piace. Certo è comodo, ma se mi affaccio vedo palazzi grigi e brutti, se esco per una passeggiata prima di arrivare ad un parco devo fare lo slalom tra i tubi di scarico.

E poi non mi piace l’arredamento. Alcune cose le ho cambiate, altre non sono riuscita. C’è un divanetto rosso da studio notarile in sala da pranzo scomodo, freddo e inutile. Un tavolo di vetro gigantesco che porta via mezza stanza. Se provo ad affrontare la questione con mio marito… apriti cielo! Sono costati un occhio della testa, mi dice. Ok, ma non sono congeniali e sono tremendi.

Tutta la casa è stata pensata da un trentenne rampante e single. Vogliamo parlare del piano di sopra? Una mansarda che d’estate è un forno e d’inverno è gelida, con una scala a chiocciola che ogni volta che ci vedo salire i bambini mi viene un infarto. E lui vorrebbe farci la camera dei figli su…(!!!!), fra sei/sette anni, mi dice. Al pensiero rabbrividisco. Il fatto è che io non sono fatta per stanziare a lungo, mi sento bloccata. Per dieci anni ho traslocato di media una volta all’anno e non che sia stato meraviglioso, per carità, ma la sensazione di eterna immobilità mi annichilisce.

Quindi, cos’è che mi blocca nella mia visione di vita ideale?

Lui. Che io amo profondamente, pur con tutte le sue magagne, e so che anche lui ama molto me e i figli. Solo che abbiamo un caratterino, tutti e 4, che… scintille! E poi abbiamo questo problema dell’attaccamento alle cose – che io non ho per niente, le cose sono cose e fine, mentre per lui sono pezzi di corpo. E questa visione agli antipodi ci fa girare la testa, per non dire parolacce.

Quindi, Vale mi ha chiesto:

Se domani ti potessi svegliare e fare qualsiasi cosa tu volessi e con chiunque volessi, come sarebbe la tua giornata?

Vi sembra facile? Provateci, allora, a rispondere perché nero su bianco le cose sono molto diverse da quelle che sembrano e ti costringono a mettere tutto a soqquadro, a scoprire angoli bui, a metter mano alle tue convinzioni.

Vale mi spiega:

Solo dopo aver messo a fuoco con chiarezza quale lifestyle una donna desidera, l’aiuto a comprendere le risposte per compiere le scelte più corrette per la sua vita o per il suo business, perché so che a quel punto, saranno decisamente più allineate ai suoi valori e al soddisfacimento dei suoi bisogni. Avere una visione chiara è forse il passo più potente e fondamentale da compiere per trasformare la tua mentalità e il tuo stile di vita. I pensieri che abbiamo e le emozioni che proviamo influiscono sulle nostre azioni. E le azioni che compiamo ripetutamente nel tempo, diventano abitudini. Le abitudini diventano comportamenti e i comportamenti creano i nostri risultati. Quindi, puoi facilmente comprendere come tutto parta da quel che pensiamo.

Ma se bastasse avere le idee chiare, perché non ci mettiamo nelle condizioni di riflettere veramente su quello che vorremmo?

Perché nessuno ce lo ha insegnato, viviamo in una società in cui ci è stato insegnato a compiere scelte giuste, ma giuste per chi? E poi, diciamocelo, sedersi in silenzio a pensare come davvero vorremmo che fosse il nostro stile di vita, penna e carta alla mano, richiede tempo e  fatica.

Quindi, come si fa?

Ecco un piccolo esercizio per scoprire qual è, davvero, la tua vita ideale.

Siediti, prendi carta e penna, ascolta una musica rilassante, e prova a scrivere nel dettaglio come vorresti che si svolgesse una giornata qualsiasi nella tua vita ideale. Descrivila meticolosamente, visualizzandola a colori e utilizzando il tempo presente:come se fosse già così.

Nella tua vita ideale, dove abiti? Com’è la tua casa? Quando guardi fuori dalla finestra cosa vedi esattamente? A che ora ti svegli?Cosa fai al mattino? Cosa mangi a colazione? Come ti prepari per la giornata? Quali sono le piccole cose di cui ti prendi cura?Cosa fai la prima metà della giornata? Che attività svolgi? Cosa fai a pranzo? Con chi pranzi? Chi sono I tuoi amici? Come sono? Di cosa parlate? Cosa fai per soddisfazione personale? Com’è la tua attività? Di cosa ti occupi? Che emozioni ti dà? A che ora inizi a lavorare? Cosa fai a lavoro? Quanto guadagni? In che modo quel che fai contribuisce o ha un impatto nel mondo, nella tua comunità? Sono delle domande-guida, ma puoi andare ben oltre!

Se vuoi leggere a me com’è andata e approfondire l’argomento, ti consiglio di sbirciare sul blog di Vale Giuffré

6 thoughts on “È tempo di agire! Crea la tua vita ideale: dal pensiero alla realtà

  1. Ohhh quanto mi sono riconosciuta in questo post! E non solo perché anch’io settimana scorsa ho avuto una tonsillite che mi ha messa ko (non sia mai che in casa lei stia più male di lui, eh)…
    Ora mi concentrerò sull’esercizio, via che si cambia!

    1. Hey, ho un’idea… ma se li mollassimo a casa e fuggissimo? Che ne dici di Melbourne?
      Dai, scherzi a parte, fammi sapere come vanno e ricordati di partire dal post sull’eliminazione dei Sensi di Colpa.
      Baci!

  2. brava vale, un blog con bei contenuti! ti toglierò la parola al primo post dei prodotti finiti del mese 😉

  3. cara vale,
    ho letto il tuo post e mi sono ritrovata per molti aspetti. .sopratutto quello sulla preparazione dei piccoli da sola 🙂 quando arrivano le vacanze diventa tutto più stancante sopratutto se i piccoli sono due :9
    poi la seconda parte del post mi ha fatto davvero riflettere su come anch’io a volte mi sento in gabbia e in una vita che non sento mia ..(il gioco del fermarsi con calma con la musica a pensare a cosa mi farebbe piacere e cosa vorrei l’ho fatto e mi ha aiutato )
    quando arrivano i piccolila coppia cambia e litighi molto di più che prima , mantenere un buon equilibro di coppia è difficile.. ma it’s life! 🙂
    bacioni allora, ti ascolto e ti leggerò con piacere alla prossima

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)