Trasformare passioni in lavoro

Tante passioni, un solo obiettivo: lavorare meno e meglio

Ok, ci siamo ragazze. Siamo alla svolta. I compiti li ho fatti: ho rimosso il senso di colpa (almeno l’80%), ho chiarito qual è il mio stile di vita (cioè la vita che vorrei, integrando lavoro-casa-famiglia-me stessa), ora devo scegliere che tipo di lavoro voglio DAVVERO fare. Ammazza, Vale Giuffré e il suo percorso verso la totale libertà mi ha rimesso in crisi, ma non doveva aiutarmi? Oh sì, lo so che non è affatto colpa sua, ma della mia iper- produzione di idee. Che sia una malattia? Voi come siete messe? Avete fatto gli esercizi? Siete pronte ad affrontare la lezione n. 3?

COME SCEGLIERE TRA LE TANTE PASSIONI CHE HAI QUELLA GIUSTA PER LA TUA ATTIVITÀ?

Piccolo riepilogo per chi fosse approdato su questo blog solo oggi: Vale Giuffré è una lifestyle&business coach che aiuta le donne a scoprire i propri talenti e metterli a frutto. Partendo dall’eliminazione di alcuni schemi mentali limitanti, abbiamo chiarito qual è per noi il lifestyle ideale, per cercare equilibrio/integrazione tra lavoro e famiglia, ma anche per comprendere quale potremmo avviare (o dove potremmo modificarla) per vivere meglio.

Trasformare passioni in lavoroL’obiettivo che mi sono preposta dopo i primi esercizi è: lavorare meno e meglio. Nel passato ho perso un sacco di tempo dietro a progetti (di altri) che promettevano la luna. Io non la voglio la luna, voglio poche cose: chiare, precise, giuste per me. Ad esempio: adesso partiamo, cresciamo assieme e poi si vedrà. Va bene a 20 anni, a 30 e con due figli un po’ meno. La gavetta io l’ho fatta, la start up è tua. Sei tu che ci devi investire, non io. Quindi se vuoi i miei servizi, paghi, sennò fatteli da solo. Eggià. Questo vale anche per le aziende collaudate. Se sai fare il mio mestiere non hai bisogno di me, quindi di che stiamo parlando?

Appurato che mi sono rotta di certi meccanismi, è arrivato il momento di cambiare qualcosa nella mia vita lavorativa, ma da dove comincio? Dunque, dunque.

Il mio vero problema è che vorrei imparare tutto. Mi accendo in fretta e poi mi spengo altrettanto velocemente. È che sono un’inguaribile entusiasta. Poi, però, mi manca il metodo o il tempo o tutt’ e due. Oppure non sono troppo motivata, oppure alzo troppo l’asticella delle aspirazioni. Se non mi viene facile, se non eccello, allora mi smonto o, ancora più spesso: trovo qualcos’altro che mi sembra più entusiasmante, più adatto a me. Insomma, sono un casino.

Perciò, eccoci all’esercizio:

1) FAI UNA LISTA DELLE TUE PASSIONI

prendi un foglio bianco e scrivi, esempio: viaggiare, cantare, nuotare, leggere etc.

2) CHIARISCI QUALI PASSIONI POSSONO DIVENTARE BUSINESS

non tutto può essere monetizzato, è impossibile. Devi fare chiarezza e pulizia. Quali di queste passioni possono diventare realmente renumerative? Magari alcune di queste passioni è giusto che rimangano tali.

Ad esempio: ami giocare a tennis, ma se hai 38 anni e hai iniziato da 2 mesi, ecco beh… difficile tu possa aspirare a Wimbledon! Resterà per sempre qualcosa di positivo e bello nella tua vita e potrai decidere di dedicargli tempo e spazio, ma non potrai viverci. Però potresti decidere di gestire un circolo tennistico, quindi mettere in campo (qui calza davvero) le tue doti manageriali 🙂

È difficile, lo so. Io, negli anni, ho fatto dei gran casini. Posso sintetizzare le mie passioni in tre grandi macro-aree:  viaggiare, scrivere e leggere. Da ragazza sognavo di  fare la giornalista di viaggio. La qual cosa avrebbe messo insieme tutte e tre le passioni, ma…c’è sempre un ma. La famiglia? Perché io HO sempre pensato che un giorno avrei avuto una famiglia e stare per molto tempo lontano da loro, ecco, non mi avrebbe reso felice. Se il dubbio ce l’avevo a vent’anni, che manco ce l’avevo l’happy family, figuriamoci ora! Quindi, i viaggi sono rimasti un passione che coltivo con loro.

Scrivere è diventato un mestiere per 10 anni. Qualche anno fa mi sono un po’ stancata, scrivere mi piace ancora, ma una cosa è la passione, altra è il lavoro: pensate sia divertente scrivere lo stesso testo in cinque modi diversi? Pensate sia facile parlare di brugole e chiavi inglesi? Oltre al fatto che la soddisfazione economica… sorvoliamo?

La scrittura è bella qui, sul mio blog, almeno per come lo intendo io.

Quindi, cosa farò da grande?

3)FAI UN SALTO NEL FUTURO: IMMAGINA COME SARAI UNA VOLTA SCELTA LA PASSIONE/ATTIVITÀ

In questo scenario, devi vedere una te stessa che ha fatto la scelta di portare avanti una passione e lasciarne indietro altre. Guardati e poi, chiediti:  “Mi sono pentita di non avere considerato seriamente la mia grande passione per crearne un business?”. Puoi provare a fare quest’ercizio con tutte  le passioni che ha scelto di tenere nella tua lista. Ad ogni visione elimina le passioni per cui non saresti disposta a dedicare la maggior parte del tuo tempo e delle tue energie.

4)INTEGRA LA VISIONE DELLA TUA ATTIVITÀ FUTURA CON L’IDEA DEL TUO STILE DI VITA

A questo punto, il cerchio si chiude: ripensa al tuo stile di vita, ripendi il foglio e rispondi a queste domande: Che tipo di stile di vita voglio? E di reddito? Nel settore legato alla passione che vorrei sviluppare come business che limiti ci sono? Che vantaggi? Posso vivere il lifestyle che desidero?

Sì, lo so. So a cosa stai pensando: ora, sì che sono nella cacca. So cosa voglio, ma come farò oggettivamente a raggiungerlo?

Se vuoi leggere quale prossimo obiettivo mi sono data puoi dare una sbirciatina al  blog di Vale Giuffré, puoi anche decidere di proseguire questo percorso assieme a lei o di partecipare ai suoi seminari, come il Total Fredoom Life Map o Non Solo Business Pla.

Fammi sapere com’è andata, se è cambiato qualcosa, se cambierà…

Ti aspetto qui sotto nei commenti, un bacio 😉

 

 

 

 

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