Primo giorno scuola materna

Ode alle mamme del primo giorno di scuola

Vorrei spezzare una lancia a nostro favore, una volta tanto. Si fa un gran parlare del primo giorno di scuola, passo importante per tutti i bambini, che sia l’inizio della materna o delle elementari, che sia l’inserimento al nido o l’avvenutra pre-adolescenziale delle scuole medie, ma di noi? Delle mamme chi parla? Eppure, siamo noi a subire uno scossone mica da ridere (oddio, un po’ da ridere c’è, in effetti :)).

In barba alla migliore tradizione delle fenomenologie che impazzano sul web, al gioco al massacro su qual è la mamma più sfigata, la più stronza, la più scema di tutto l’universo mondo, oggi voglio spendermi in parole di elogio. Un’ode a noi mamme che settembre is the new beginning.

Lo ammetto, il primo giorno di materna del Piccolo Nerd ero tesa come una corda di violino e non certo perché pensavo “oddio come si troverà?” “oddio cosa gli faranno” “oddio sarà la scuola adatta a lui?”, macché i miei pensieri hanno cavalcato le memorie più recondite, pescando nei cassetti più profondi dell’età liceale, in un crescendo di ansiolitiche domande post-brufolo-schiacciato-e-viso-tumefatto: “oddio cosa mi metto?” “oddio saranno tutte delle fighe spaziali” “oddio saranno tutte delle cesse mai viste” “e se fossero delle occhialute signorine Rottermaier” “e se fossero delle pizze tremende?”.

Primo giorno scuola materna

Sta di fatto che ho passato i due giorni precedenti a perlustrare l’armadio in cerca di qualcosa che fosse “casual ma non troppo” “elegante ma non troppo” “professionale ma non troppo” “amichevole ma non troppo”, insomma una roba che non fosse né troppo né poco. Alla fine: jeans, mocassini, maglioncino di caldo cotone. L’outfit della banalità.

Sono entrata in punta di piedi e mi sono guardata intorno, stando un po’ in disparte, come faccio sempre quando affronto una situazione nuova, in silenzio, ad osservare – che sono timida, anche se non si direbbe, e ho bisogno di essere rassicurata prima di una nuova avventura.

E il treenne in questo è come me, studia, percepisce, capisce e poi si butta a pesce, perché alla fine diamo tutto, salvo riprendercelo dopo le delusioni più cocenti. Io ho fatto la corazza, lui è ancora piccolino e così morbido, forse così morbido da potersi far rimbalzare addosso le cose più brutte. Perché ci saranno. Vivere in comunità vuol dire anche affrontare bambini con caratteri diversi, litigare, prendere le prime batoste affettive. E va bene, ci sta. Ci sarà sempre l’abbraccio di mammà a consolarlo, almeno finché va alla materna. E ci saranno anche molti momenti gioiosi, nuove amicizie, molte feste di compleanno e chissà che non arrivino anche per noi adulti nuove compagnie.

Io intanto ho perlustrato e mi pare che la fauna mammesca sia buona, tutte a buttare l’occhio e qualcuna a tirare un sospiro di sollievo, sì abbiamo azzeccato: jeans e maglietta vincono su tutto. Perché alla fine, siamo solo bambine un po’ cresciute e quell’ansia da prestazione ci attanaglia (quasi) tutte. Diverse eppure uguali: #unanessunacentomilamamme.

Ps. Al terzo giorno di scuola ho ceduto: pantaloni a fiori African Style, rigorosamente Ovs, capello spettinato e brufolo in bella vista. Mancava la ciabatta, ma rimedierò 😉


Con questo post partecipo al brainstorming StorMoms per il tema del mese di settembre #unanessunacentomilamamme

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6 thoughts on “Ode alle mamme del primo giorno di scuola

  1. Vero siamo bambine un po’ cresciute e anche noi abbiamo ancora dei bisogni di rassicurazione di tanto in tanto (ehm.. Forse anche di più) :)) mi hai fatto sganasciare 😘

  2. Ah i debutti sono sempre un’incognita. Il rischio maggiore è la pezzatura sotto l’ascella per l’agitazione: una volta scelta una maglietta coprente tutto il resto è in discesa 🙂
    Comunque in bocca al lupo per questo nuovo inizio al tuo piccolo nerd, sembra già sapere il fatto suo!

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