Mamma, ti pentirai di avermici portato!

Sottotitolo: perché tuo figlio a contatto con alcune superfici si trasforma in un incrocio tra Attila e il Piccolo Diavolo.

Ci sono luoghi in cui sei sempre andata senza renderti conto che potessero scatenare reazioni atomiche negli esseri umani. Finché non ti ci sei addentrata con quei “cosi urlanti” sotto il metro, che ci ostiniamo a chiamare bambini, pur rendendoci conto che sono Mutanti (alla Wolf, per capirci).

Uno di questi straordinari luoghi è il supermercato, una volta messo piede lì dentro; quell’affare morbido e bavoso che hai infilato nell’ovetto lascia il posto ad una specie di scimmia urlatrice  impossibile da placare.

Risultato?

Non comprerai nulla  cercando di scappare il più veloce possibile lontano da lì.

Dall’anno di vita in poi le cose si complicano perché, oltre ad urlare a sirene spiegate, l’energumeno tenterà nell’ordine di:

1. Lanciarsi di testa dal sediolino del carrello
2. Provare a fare una torta schiantando le uova sul pavimento
3. Ballare il Gam Gam Style sul nastro della cassa

Risultato?

Comprerai l’essenziale cercando di non dimenticare le cose più importanti: latte, pastina, camomilla, Tavor.

Dai due anni in su, al mostro spuntano 6 braccia. È lestissimo nell’acchiappare le cose più assurde, in dieci minuti hai fatto la spesa per l’intero condominio.

Risultato?

Un conto di seimila euro che comprende pannoloni per incontinenti, pasta per dentiera, copri asse in pvc con fiorellini rossi, oggetti non bene identificati ma ascrivibili al reparto bricolage.

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L’altro luogo in cui vorresti cambiarti i connotati per non dover dire che il coso  è tuo figlio è, senza dubbio, il ristorante. Meglio ancora se è per il pranzo natalizio con commensali fino al settimo grado di parentela.

L’inferno io me lo immagino così: un lungo tavolo con vecchie zie ammufite, rispolverate solo per l’occasione, che ti chiedono per 75 volte di fila quando farai il Settordicesimo figlio, mentre camerieri visibilmente incazzati ti servono un risotto scotto schizzando funghi e bile a profusione.

Il tutto coronato da pianto isterico di tuo figlio che ha fame o s’è rotto di fare la scimmietta ammaestrata  (sorridi, dì mamma, batti le mani, canta ci son due coccodrilli, fai quella faccia buffa, come fa la mucca?, come fa il cane? e il tucano? E sti cazzi?).

Per poi

– fare la cacca appena ti sei incastrata tra nonno Osvaldo (102 anni) e zio Mario (133 anni)
– tentare di sfondare il muro del suono perché vuole la pastasciutta col pomodoro e gli portano uno sformato di capriolo in salsa di fave.
– scambiare la vasca dell’astice per la vaschetta del bagno
– provare la tenuta dei divanetti in ingresso emulando le gesta di Masha e Orso
– bullizzare fratellini e cuginetti
– bullizzare nonni e zii
– minacciare di inondare il locale schiantandosi a tutta velocità contro le ginocchia del cameriere munito del  vassoio delle bevande
-prosciugare le tue scuse, riducendo al minimo storico il self control

Avete presente quella faccia, quella che fanno non appena ti accingi a mettere in bocca al cucchiaio? Sì, proprio quella, ti sta dicendo: non lo mangerai caldo, nemmeno questa volta! Chissà perché quella vocina lì, mi pare che abbia un’inquientante familiarità con la colonna sonora de Lo Squalo…

3 thoughts on “Mamma, ti pentirai di avermici portato!

    1. Pensa che io attraverso la fase 2 e la fase 3 in contemporanea, avendo due mostriciattoli di 18 mesi e 3 anni… help!!! Ps. Sto cazzi è un animale preslistorico che fa più o meno così: ammazza la vecchia col cric!!!!

  1. Muoioooo!! 😂😂 l’altro giorno entro in un negozio senza bimbo e sai che mi dicono i proprietari che ormai ci conoscono: dove hai lasciato la iena oggi? 😁😁

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)