borsa mamma imperfetta

Lettera aperta alle mamme perfette

Cara mamma perfetta,

volevo essere come te. Bella, sempre in ordine, col tacco alto e il capello shatushato, che mesciato ormai è demodè. Volevo avere dei figli a fotocopia, vestiti in blu Armani e rosso Valentino, come se ogni giorno fosse quello della Prima Comunione. Al parco, impeccabili, i tuoi figli scivolano con grazia, corrono senza sudare, giocano senza sporcarsi. Lindi, ligi, fighi.

Volevo essere come te, prima di diventare mamma. Quando, ancora col pancione e le emorroidi, ti guardavo dalla finestra di casa mia, scendere dal tuo Suv, la mattina alle 7.30, con il trucco, il parrucco e il porta-cartelle, che se si rompe un’unghia so’ cazzi. Ti ammiravo, da lassù, dall’alto dei miei 18 kg in più, tu che in gravidanza hai messo appena 7 kg, tu che ti fermi a chiacchierare con le altre mamme super fighe-perfette davanti al mio garage, bloccando il traffico per 15 minuti (ma tanto a te che te frega? Mica devi andare al lavorare), tu che vai a prendere il caffè prima di andare in palestra o dall’estetista a farti un massaggio drenante. Volevo essere come te, ti invidiavo, pensando “guarda che roba, quella sì che è una milfona mica da ridere”.

Volevo essere come te, poi sono diventata mamma. Allora ho iniziato a preoccuparmi davvero. Di come si fa, come si capisce cosa vuole quel batuffolo urlante e spara-cacca? Come si fa il ruttino, quante volte deve attaccarsi al seno, ma se non lo allatto che succede? E il ciuccio? Oddio il ciuccio, lo do o non lo do? Ho comprato manuali da puericultrice, sono passata a studiare tomi sullo svezzamento e l’auto-svezzamento. Ho capito che dovevo trovare un’altra guru. La mamma perfetta n.2, quella che sa tutto di mindfullness, di yoga, di bio-piscologia, che compra solo prodotto biologici, pannolini lavabili, cotone puro al 100%. Non avvolge il bimbo nella copertina, ma lo fascia con lo Swaddle, non usa la fascia ma il Mei Tai, non mette il piumino ma il sacco nanna. È una mamma ad alto contatto, allatta a richiesta, lo tiene sempre con sé, parla al bambino e lo rende consapevole. Non stacca mai.

Ecco, volevo essere come te, ma staccare ogni tanto. Mollare il pupo ai nonni, alla babysitter, far alzare il padre col biberon, distrarmi dieci minuti, dargli un vasetto di omogeneizzato Plasmon ogni tanto. Senza sentirmi in colpa, eccheccazzo. Volevo essere come te, prima di iniziare ad esserlo.

Accantonato anche il modello mamma-eco-bio-new-age ho iniziato a fare la mamma (abbastanza) normale. Col capello in disordine e la tuta, dal lunedì al venerdì, ma il fine settimana a cena e/o al cinema col marito con un filo di trucco, un abitino carino, una scarpa col tacco. Insomma, ad avere una parvenza di equilibrio. E col secondo figlio, la fase 0-1 è andata meglio.

Poi, però, sono arrivati i terrible-two e il momento di educazione-formazione. Ho iniziato a bramare un nuovo ideale di mamma perfetta: l’educatrice. E sono ricomparsi i manuali, gli SOS tata, i blog mammeschi, i portali di psico-pedagogia, i consigli delle amiche, le discussioni sui gruppi di facebook (dove pare distribuiscano lauree in pedagogia e master in stronzaggine). Volevo essere come te, mamma-maestra-rigida-ma-anche-morbida. Senza mai urlare, mandando i bambini in time-out a riflettere, senza scompormi quando mio figlio gioca con la tavoletta del cesso – che devono fare esperienze – che sai tutto di Montessori, del metodo steineriano, dell’evoluzione naturale della specie. Volevo essere come te, prima di capire che la doccia con la pastasciutta mi fa un po’ incazzare. E se ogni tanto perdo la pazienza non muore proprio nessuno. E se per caso, una volta al giorno tiro un urlo, so che potrei farne a meno, ma tant’è, non vivo mica nel Mulino Bianco. Sono una mamma, non la direttrice di un asilo nido.

Allora, basta giocare assieme tutto il giorno, in stancanti e infinite sessioni di prendi-la-palla-fai-la-torre-cade-la-torre-senti-le-conchigliette-fai-i-travasi-con-la-polenta. Basta, per quello c’è la scuola. Facciamo che mi piacciono i libri e te ne leggo tanti, che mi piacciono le lego e costruiamo fattorie, castelli e fortezze, che mi piacciono i colori e i puzzle, ma i lavoretti li fai con la maestra, va bene? Facciamo che la lotta la fai col papà e anche i goal, ok? Facciamo che con le macchinine giochi con tuo fratello e che ognuno ha le sue peculiarità, i suoi gusti, le sue attitudini. Facciamo che ci rispettiamo e che, sì, se ami i dinosauri ti compro le figurine, ti porto al museo, guardiamo assieme i documentari, anche se io avrei preferito le barbies. E che se leggo qualche libro da nerd, invece, del bignami della mamma-super-impeccabile mi perdoni? Facciamo che ci amiamo così come siamo, ok?

Cara mamma-perfetta, facciamo che te ne vai dai miei pensieri che, tanto, non esisti. Magari sei come me, alla ricerca del tuo baricentro, e sei migrata dallo stadio new age a quello bacchettona, passando per passeggini, fascie, pappe, lagne, pianti (tuoi e suoi). Facciamo che ci rispettiamo e ci facciamo una risata quando non condividiamo la stessa linea educativa, lo stesso stile di comportamento, la stessa idea sul quando-come-perché si debba fare la nanna. Facciamo che firmiamo una tregua e, sì, ci godiamo la nostra imperfetta-mammitudine.

Firmato:

una mamma (sempre) sfigata,

ma un po’ più felice.

39 thoughts on “Lettera aperta alle mamme perfette

  1. La mamma perfetta è un rischio troppo grosso per un figlio, pure per se stessa e per la comunità che le ruota intorno e su internet… la mamma imperfetta che si mette in gioco ma che sa farsi pure da parte, che si accetta per quello che è, che non si costruisce su modelli, resta la mejo per me e la mamma migliore per suo figlio… e ti capisco, ci passo pure io in un po’ di queste fasi

    1. Vero! Sapevo che saresti arrivata a commentare 😉 Sai cos’è? Che ci facciamo infinocchiare dal mito che le altre siano meglio, solo perché lo sembrano 🙂 Ma sono convinta che riderci su faccia bene a tutti, mamme, figli e pure mariti 🙂

      1. Eccomi di nuovo :-)) siii una sana risata fa tanto bene! l’altro giorno, io che predico tanto ommmm, sono sbroccata con un urlo (forse qualcosina in più) di quelli che i vicini avranno pensato oddio che sta facendo quella.. avevo i capelli dritti! mi è partita una sberletta (io che sono sempre tanto contraria e non l’avevo mai fatto). Lì per lì mi sono sentita veramente giù ma poi mi sono detta che quando si riesce a fare il meglio bene, a canalizzare le emozioni bene, quando non si riesce mio figlio capisce che ha davanti un essere umano con i suoi limiti.. e penso che sia cosa sana anche questa 🙂

    2. È semplicissimo fare la mamma numero uno. La mamma perfetta numero uno ha semplicemente un’alleata: si chiama tata o babysitter a tempo pieno che cura i figli quando sono a casa e lei fa la scena della madre modello quando è fuori.
      Le mamma vere sono quelle normali 😉

  2. mi piace tantissimo!!!
    lo appendo al frigo che non si sa mai che finalmente faccio pace anche io con la mamma perfetta che vorrei essere…

      1. oppure parliamo di shopping compulsivo, di libri e film e ci beviamo una birra portata da casa (porto anche la frutta che quella macedonia là mica mi ha convinta ;))

  3. Bello, questa sera m’imbatto in post che mi descrivono in pieno!
    Pure io avrei tanto desiderato essere perfetta, anzi avrei tanto desiderato avere dei figli belle statuine, quelli che dove li metti stanno, che non gridano, che rimettono in ordine, che non litigano tutto il santo giorno.
    Poi mi sono ricordata di una piccola cosa, che la perfezione in fondo non è di questo mondo, e che i figli me li tengo così come sono, che piccoli e casinari, lo saranno ancora per poco tempo.

  4. Io quando mi sento una mamma molto imperfetta..diciamo troppo mi rileggo la filastrocca della Tesio e mi sento meglio. 😊 diciamo ormai quasi tutti i giorni.

    “C’era una mamma, una madre madrona,

    la mano a saetta, la voce che tuona.

    Più che un bambino voleva un soldato

    Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

    C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,

    di libertà ne lasciava una goccia,

    le nacque una bimba paracadutista

    adesso è una stuntman professionista.

    C’era una mamma vegana e pittrice,

    viveva di tofu col figlio, felice.

    “quanti bei posti dipingerai?”

    Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.

    Filastrocca del figlio perfetto

    Scolpito, pensato come un angioletto

    Tu lo volevi un po’ simile a te

    e invece “sorpresa!” decide da sé.

    C’era una mamma, femminista di razza,

    mutande bruciate e tette giù in piazza,

    ma ebbe una figlia, un clone di barbie

    che va da Intimissimi e spende i miliardi.

    C’era una mamma ingessata e ingegnera

    sinapsi a quadretti, compita ed austera,

    ma il figlio non legge ogni giorno i listini

    compila gli oroscopi, descrive destini.

    C’era una mamma Bocca di Rosa,

    si dice puttana, io dico sciantosa,

    il figlio giurò per la castità,

    un frate trappista, in povertà.

    C’era una mamma, una santa, una suora,

    conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,

    crebbe un bambino, un chierichetto,

    fa il pornoattore, un artista del letto.

    Filastrocca del figlio perfetto

    Scolpito, pensato come un angioletto

    Tu lo volevi un po’ simile a te

    e invece “sorpresa!” decide da sé.

    Filastrocca della mamma imperfetta.

    la mamma perfetta un figlio lo accetta.” E. Tesio

  5. (rotolando dal ridere)
    Sottoscrivo riga per riga!
    Un sanissimo “mavaffa!” alla mamma-perfetta che è solo apparenza (l’altra sera ne ho vista una ma che all’atto pratico Adolf je faceva na pippa! Mi sono spaventata pure io! O_O).
    Impariamo a perdonarci e a riconoscere i nostri limiti. I nostri figli ci apprezzeranno di sicuro più e noi saremo un filino meno stressate (almeno credo) ! 😀
    p.s. se capisco come si fa condivido questo tuo post 😉

  6. io ho rincorso …e cercato di diventare la mamam perfetta che la mia testa eli miei occhi vedevano fuori….. ma no ci sono riuscita neanche un po ….. neanche il capello mi riesce…. sono cos’ imperfettamente imperfetta e capace di diventarlo sempre di più …… ma sono io e così come noi dobbiamo amare i figli per quelloc he son oanceh i mei figli mi ameranno epr quella che sono..
    veronica
    ps: però il suv …no mi dispiacerebbe …e neanche il massaggio dall’estetista!!!!!! bhè vadoa stirare va!!!!!!!

  7. Sante parole! Tutte le mamme prima o poi devono fare i conti con questa idea di mamma perfetta che ci siamo ficcate in testa… Ma la mamma perfetta é solo quella felice!

  8. Non sono mamma, ma ahime’ ho fatto la babysitter! (E guardato sos tata). Facciamo che, la mamma e’ sempre la mamma. E io da quello ho visto, e da quello che sento per mia madre, sara’ sempre perfetta nella sua imperfezione da piccoli, e perfettamente imperfetta da grandi. L’importante e’ l’equilibrio. Che da poi, felicita’. E poi in fondo, la perfezione non esiste. L’amore esiste. E quello c’e’. Perche’ appunto, la mamma e’ sempre la mamma.

  9. Io non sono mamma (per ovvi motivi 😄) ma questo articolo è davvero sincero e coinvolgente, complimenti! Spero che il “libro da nerd” sia stato di tuo gradimento 😊

    1. No, vabbè, ma questo è tanta roba! Posso vantarmi vita natural durante del tuo commento? E fare la mamma nerd stronza che si vanta con le amiche blogger? Il libro l’ho appena iniziato ma dovevo sfoggiarlo subito ;)! Spero di farne presto buon uso 🙂 (Ps. Grazieeeee)

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