bambini in vacanza

Mega Guida Galattica per genitori in vacanza

sottotitolo: Il lungo elenco delle Cose Improbabili che vi serviranno in viaggio con i bambini

Pronte a partire? Avete pianificato tutto: meta, compagnia, pranzi, cene, break, snack, cazzi&mazzi. Bene. Anzi, no. Perché per quanto vi siate preparati e organizzati, per quanto abbiate pensato di aver immaginato l’inimmaginabile, i bambini sapranno sempre sorprendervi con mission più impossible di quel gran pezzo di Tom.

Nella mia pure breve esperienza di bis-mamma alle prese con viaggi e vacanze, ho comunque stilato una lista surreale di strumenti improbabili che potrebbero tornare utili, alcuni testati da me personalmente, altri che avrei voluto avere, altri che mi sono stati riferiti da persone a me mooolto vicine.

bambini in vacanza

Partiamo da un oggetto molto banale: il sacchetto per il vomito. Embè, direte voi, che non ci avevo pensato? eeeeeeee se fosse tutto così scontato. Diciamo che il sacchetto per la vomitella in auto è d’obbligo. Da giugno a settembre le autostrade sono disseminate di madri con l’ascella pezzata, zoccolo Dottor Scholl e pinza di plastica tra i capelli che sorreggono testoline verdognole, mentre l’homosapiens dall’auto consuma il dizionario delle parolacce italiane, da sinistra a destra e da sotto a sopra, con crasi e neologismi degni di un lessicografo dell’Accademia della Crusca che al confronto “petaloso” è un arcaismo. Ma la vera svolta è scoprire la sua variabile più utile, ovvero il sacchetto del vomito può diventare uno strepitoso  sacchetto-tieni-merda-à-porter

  • Mamma, mi scappa la pipì!
  • Ocazz, proprio adesso?
  • Sì!
  • Ma siamo appena usciti, vabbè spostiamoci lì sul prato
  • Mamma
  • Eh?

Pliiip, Plop plop ploooop.

  • Oh, oh.
  • Oooooh. Merda.

Ed ecco, come può cambiare la simpatica scenetta con il sacchetto:

  • Mamma, mi scappa la pipì.
  • Ok, falla lì
  • Oh, mamma era cacca!
  • Bene, finisci che butto via tutto.

E non ditemi che non vi è mai capitato, porcaccia la miseria 😀

Il secondo strumento è la varechina o in alternativa l’alcool etilico, l’acetone o qualsiasi cosa possa togliere le macchie di colore di quei cazzo di pennarelli lavabili che si lavano da tutto tranne dalle cose che non sono vostre.

Già perché se a casa non l’hanno mai fatto, è probabile che i vostri figli in vacanza subiscano il fascino della pittura en-plein-air e che vengano iniziati alla composizione coloristica impressionista proprio in quel mentre, mescolando colori con erba, hummus e fiori morti per ricreare tavolozze sgargianti su maglie, tovaglie e poltrone in rattan bianco opalescente che il dentifricio Whitening jè fà na pippa.

O a riscoprire antiche tecniche popolari come quella tradizionale dei madonnari: da uno scarabocchio su un foglietto alla versione pop di Guernica sul pavimento della camera d’hotel il passo, vi assicuro, è più breve che mai. E vai di varichina o di preghiere se non ce l’hai.

Terzo elemento: una corda lunga. La corda è un elemento indispensabile per la qualunque. Dal legare i bambini alla sedia quando al ristorante non hanno il seggiolino (ma che ci vuole a comprarne una mezza dozzina all’Ikea? E fatelo sto investimento ristoratori, 15 euro ben spesi! ) e tu sei costretto a mangiare con un piede, mentre con l’anca trattieni il tavolo prima che voli sotto le spinte di quell’energumeno di figlio che hai messo al mondo; al fissare una corda lunga all’ombrello dandogli abbastanza spago per farlo muovere entro un perimetro di 20 metri quadri. Ok, in quest’ultimo caso sto scherzando, ma sappiate che questa cosa è successa veramente 40 anni fa (e non a me, capoccioni!).

Sempre per tornare alle cose utili, ma impensabili, ultimo suggerimento: un pezzo di rete metallica o dello stucco nei casi più ostici. Metti che non te ne accorgi e quelli ti scavano un tunnel da Cattolica a Cefalù passando per la Locanda della Rosetta oppure costruiscono un ponte tibetano per migrare dal bungalow 20b alla roulotte 72f dove c’è la moretta con una collezione  deluxe di Winx  rare recapitate direttamente dalla Mattel. Insomma, ti fanno un buco nella rete del giardino e tu che ci metti? Due cerotti? (Pure questa è vera, eh, che vi credete: io frequento solo genitori disperati :P)

L’elenco potrebbe continuare all’infinito: dal metal detector al mocio vileda nel bagagliaio  dell’auto (che ancora, a 34 anni, non ho capito come minchia si usa), ma non vi voglio illudere troppo: per quanto minuziosa possa essere questa lista, non sarà mai abbastanza esaustiva per mettervi in salvo! Ma sono curiosa, e attendo i vostri suggerimenti 😉


Il testo, in molti punti, prende spunto da numerosi dialoghi intrattenuti con la famiglia di Micaela le M cronache, oltre che da alcuni episodi successi durante la vacanza fatta con quella banda di matte del gruppo M di mamma, ed in particolare alla famiglia di Arianna e il Blog dei Bonzi  di cui vi racconterò tutti dettagli prossimamente 😀

Con questo post, inoltre, partecipo al tema del mese delle Stormoms: #diversamentevacanze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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