teorie educative sui bambini

Bambini: la teoria del tutto o è tutta una teoria?

Ho comprato l’ennesimo manuale d’istruzione su come educare i figli e, volete saperlo?, ho mollato lì a metà perché a momenti mi menavo da sola. Ma botte in testa dure eh! Il fatto è, care le mie mamme sfigate, che entro troppo nel personaggio quando leggo, mi immedesimo e soffro di lancinanti crisi di identità già dalla pagina n.2.

Il titolo, però, prometteva bene: “Basta Capricci“, o qualcosa del genere. Non né riporto il titolo esatto né l’autore perché nonmenepuòfregàdemeno, questo post non vuol essere la Sacra Inquisizione contro questo specifico compendio di pedagogia, né disapprovarne la tesi. Però, ecco, ridimensionare la guru-cità di questi libri, ecco, sì.

Sono tutte teorie valide per carità, ma teorie a cui ognuno aggiunge del suo. Educatori professionali inclusi. Esempio pratico? Di due nidi che abbiamo frequentato, ognuno aveva una teoria diversa sull’accoglienza: nel primo non si poteva nemmeno entrare nell’aula dei bambini, ma lasciarli sulla soglia,  nel secondo il genitore che lascia sull’uscio il bambino viene additato come il Male Supremo, bisogna invece entrare nella stanza, almeno per pochi minuti. Nella mia personalissima visione dei fatti, mi pare che tutte e due siano teorie corrette, ma che entrambe non possano essere assolutiste.

teorie educative sui bambini

Insomma, porcazozza, ma che gli succede a un bimbo se una mattina mamma ha fretta? O che gli succederà mai se una mattina mamma resta due minuti a in classe a fargli le coccole? Niente, ve l’assicuro. Tutto questo per arrivare al punto culminante, al momento epico, al climax e dirvi che… mi sono rotta! Quindi,

Prometto solennemente di non leggere più tomi sulla crescita felice, infelice, creativa, esaustiva, nativa, adottiva del bambino.

Sono diventata schizofrenica, ormai. Tanto che non so più come comportarmi e vado in crisi anche se devo chiedere “cosa vuoi per merenda?”

  • vocina 1 nella mia testa: oddio, ma sei pazza? Non si chiede, devi essere assertiva sennò il bambino va in confusione!
  • vocina 2 nella mia testa: non ascoltare la Nazi-Mamma che è in te, asseconda il tuo spirito dubbioso, ma poniti in relazione con il bambino. Dagli almeno 2 opzioni: vuoi la mela o il budino?
  • vocina n.1: ma questa è tutta scema, è ovvio che sceglierà il budino. E poi gli verranno le carie e il mal di pancia e salterà la cena!!!!
  • vocina n.3: certo che può mangiare il budino al cioccolato, è giusto che esprima la sua preferenza, assecondi i suoi gusti. Non reprimerlo. Lascialo libero di scegliere…
  • vocina n.2: va benissimo la scelta, ma devi circoscrivere le sue decisioni in un quadro di regole ben precise. Non può fare quello che vuole, altrimenti non saprà più distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
  • Voce che esce dalla mia bocca:  Cazzo jè devo dì?
  • Mamma, non si dice cazzo.
  • No, amore, ma la mamma ha detto mazzo.
  • Vocina nella testa di mio figlio: “se, vabbé, a ma’, siamo alle solite. Ora ti chiedo di farmi gozzovigliare a caramelle e cioccolatini e tu cederai perché ti avrò preso in contropiede. Io e il tuo senso di colpa, ormai, siamo amici intimi.
  • Vocina che esce dalla bocca di mio figlio: mamma, potrei avere due caramelline? Le mangio dopo il budino, mentre mi grattugi la mela, ok?

Poi finisce che le mele te le mangi tu, al forno con mezzo chilo di zucchero e cannella che, almeno così, sono buone.

 

 

 

 

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