Smettere di farsi i problemi, vivere la propria vita di madre serena

Perché non me ne frega niente se i tuoi figli sono (o non sono) la tua vita

Sono mesi che leggo articoli bambino-centrici, con figli tiranni detentori del diritto simil-feudale di essere al centro, anzi di essere la vita stessa di genitori asserviti e servili. E botte e risposte, attacchi, contrattacchi di madri imbufalite che rivendicano con foga – ma con pigrizia di motivazioni – il proprio ruolo nel mondo, come donne e, il più delle volte, come lavoratrici. Ultimamente si è aggiunta anche la voglia di affrancarsi come mogli e, degno contraltare, di svelarsi al mondo come novelle geishe.

Posso dire anch’io due parole sull’argomento? ‘Sti cazzi. Sì, ‘sti gran cazzi. Solo io ci vedo il rutilante baillame della Fiera dell’Ovvio?

Smettere di farsi i problemi, vivere la propria vita di madre serena

Innanzitutto, mi viene da pensare, così su due piedi, che se hai scelto di farli tu i figli e non te li ha consegnati per sbaglio una cicogna orba, beh cara, certo che fanno parte della tua vita. Sono la tua vita. Mica tutta, per carità, ma un bel pezzetto sì, neh. Poi,  ci sta pure che in quella vita tu ci faccia entrare il lavoro, l’apericena con le sgallettate di sempre, la palestra, la cultura, i musei, i libri, i cazzi tua. Non te lo proibisce nessuno. Solo che la vita non è quella cosa lì, la vita continua ad andare avanti pure se ti stai sfondando di fonzies sul divano, piangendo al ritmo sincopato dei drammi degni di Jane Austen. Insomma, la vita scorre – panta rei, te lo ricordi? – pure se non le vuoi appiccicare un’etichetta, se non la vuoi appiccicare su te stessa quella maledetta etichetta.

Sono una madre e quindi? Posso essere tante madri, e tante altre cose ancora, pur non volendo identificarmi con nessuna di essa.

Poi, sta cosa che debba giustificarmi con gli altri perché ho scelto di dedicare più tempo al lavoro, e  meno alla famiglia, sa tanto di lavaggio di coscienza. Ora lo dico a tutte, così mi sento meno sola, cerco appoggio e comprensione. E io lo capisco, eccome se lo capisco. Stiamo tutte lì a roderci su quei maledetti sensi di colpa che vorremmo sempre che qualcuno ci dia due pacche sulle spalle e ci dica “brava”. Ma sai che c’è? C’è che nessuno ti fa pat, pat se non per condiscendenza.

C’è che se non la smettiamo di giustificarci noi, se non la smettiamo di aver sempre pronta l’arringa difensiva per il timore costante di essere messe sotto inquisizione, beh, non saremo mai libere nelle nostre scelte, le faremo sempre con la paura del giudizio altrui, ma soprattutto nostro. E lo dico prima di tutto a me stessa: smetti di farti le seghe mentali e inizia ad agire come pensi sia giusto per te.

Ed è per questo che dico che non me ne frega niente che i tuoi figli siano o non siano la tua vita – tutt’intera, metà o solo un pezzetto minuscolo – che c’ho già i miei problemi, come capire perché quelle maledette zip mi s’incastrano sempre a metà della cerniera, senza andare più né su né giù, o imparare alla veneranda età di 34 anni come cazzius si usa il videoregistratore senza dover leggere ogni volta il libretto delle istruzioni.

Nel frattempo, se qualcuna laggiù, in qualche meandro sperduto del globo terracqueo, trova il bandolo della matassa, io sono qui pronta a scoprire la trama di questa cosa vilipesa che impudentemente continuiamo a chiamare vita.

 

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Perché non me ne frega niente se i tuoi figli sono (o non sono) la tua vita

  1. Tu non mi vedi: sono in piedi che applaudo! Ma sul serio! Io sono un po’ critica con il mondo blog mammesco ultimamente e infatti leggo pochissimo. Perchè? Perchè mi pare solo un immenso generatore di seghe mentali! (poi arrivi tu e migliori la percezione del branco!)

    1. Facciamo che gli applausi me li prendo perché sono vanitosa, poi mi prenderò anche i tanti fischi che arriveranno perché sono sportiva. E poi sa che c’è? Che ce ne fottiamo e ci facciamo una risata sopra 😜

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu, lascia il tuo commento :)