MAMME E LAVORO: COME CAMBIARE PROSPETTIVA ED ESSERE FELICE

Mamme & Lavoro: come cambiare prospettiva ed essere felice

Ti chiedi mai “come sarebbe la mia vita se…”? Io sì, lo faccio di continuo. Non perché ci sia qualcosa nella mia vita che non vada bene, ma solo per il gusto di entrare in altri panni, di misurarmi con qualcosa di diverso, di assaporare il cambiamento. Il cambiamento, questa parola così astrusa, ostica, difficile da far entrare nella propria vita. Per molte delle persone che conosco cambiare è come ammalarsi gravemente, un ostacolo insormontabile. Per me il mutamento è ossigeno. Non per niente sono una freelance. A volte me ne pento? No. A volte, però, sento che avrei bisogno di più stabilità economica, ma ogni scelta ha i suoi lati oscuri.

Ho sempre ritenuto più importante (per me) avere una famiglia, coltivare degli interessi, godermi il mio spazio, che fare una carriera strafiga. Perciò ho fatto tutte le scelte che mi hanno condotta fin qui, ma non ho mai rinunciato a fare ciò che mi piace, ciò che mi riesce meglio. Ed, ironia della sorte, ciò che mi riesce meglio – scrivere – è stato un talento che mi sono costruita, ostinatamente, da sola.

Gli ultimi due anni delle scuole superiori cambiai la prof d’italiano, anzi ne cambiai due, e chissà come i miei voti nei temi calarono drasticamente. Eppure, no, non era una persecuzione, né l’ho mai vista così. Semplicemente, non scrivevo come sarebbe piaciuto a loro. Non ne ho fatto un problema, ne ho fatto un punto di partenza e di svolta. Non mi sono lasciata abbattere, né ho creduto che il giudizio di una o due persone, per quanto autorevoli, fosse determinante nella mia vita, nel mio lavoro futuro.

Mi sono iscritta a Lettere, ho iniziato a lavorare per un settimanale locale, sono passata ad un mensile, ho corretto bozze, ho editato libri, ho scritto articoli, interviste, testi pubblicitari. Ho fatto della scrittura un mestiere. Ho lavorato come freelance per quasi dieci anni con una casa editrice. Poi, è arrivata la maternità. Il primo figlio, passi, il secondo figlio a 19 mesi dall’altro, un po’ meno, così ho iniziato a perdere il lavoro. 

È successo anche a te?

L’altra sera ho visto questo video e tante emozioni sono riaffiorate:

Ti sei commossa? Beh, anch’io.  Già sento, quelle voci: sì, vabbè, sarebbe bello…
Puoi scegliere.
Puoi scegliere di cambiare prospettiva, di rovesciare il punto di vista, di non lasciare un buco bianco nel CV, ma riempirlo con altre mille attività che possano dar valore al tuo percorso umano e professionale. Quando, incinta del secondo figlio, le mie collaborazioni si sono rarefatte fino a scomparire, ho aperto questo blog. E ho sfruttato il tempo a mia disposizione per capire come funzionava il mondo online. Ho studiato, mi sono applicata, ho fatto di questo spazio non solo uno strumento di comunicazione e condivisione personale, ma una palestra dove esercitare la mia scrittura, dove coltivare la mia professione.

Sono cambiate le cose? Sì, poco alla volta. Con alti e bassi. Con momenti di euforia e momenti di sconforto. E se ti stai domandando se è il blog che mi dà da vivere e lavorare, ti posso rispondere serenamente no, ma mi ha dato gli strumenti per cambiare il mio lavoro. Perché quel che conta, ad un certo punto, è continuare ad imparare, continuare a fare, continuare a progredire. Continuare a crederci.

Ti voglio lasciare, però, con un video ancora più “eversivo”, di quelli che ti danno la carica giusta per iniziare la settimana 🙂 Poi, se ti va, ti aspetto nei commenti qui sotto o sulla pagina facebook/mammasfigata.

Buon lunedì!

7 thoughts on “Mamme & Lavoro: come cambiare prospettiva ed essere felice

  1. Mi sono imbattuta in entrambi i video. Il primo mi ha commosso ed emozionato. Il secondo mi ha urtato un po’ . Nel primo mi sono vista. Non sono una freelance, ma il mio lavoro è molto simili per tanti versi al lavorare in proprio. Un figlio me lo hanno perdonato, il secondo ho impiegato un anno e mezzo a farlo digerire. Un anno e mezzo! Però non credo neanche si possa risolvere tutto dicendo: creati il tuo lavoro. Non tutti hanno le capacità per farlo, non tutti hanno la propensione. In un paese normale il lavoro è un diritto e basta, senza che lo sveglione di turno faccia venire i sensi di colpa.

    1. Nonostante il tono supponente e il fatto che sia uomo (e non abbia provato le umiliazioni del tema lavoro post maternità), tutto sommato il succo del discorso lo trovo sensato.
      Anche io sono dipendente come te e non mi sono “creata” un lavoro, ma col tempo ho imparato a chiedere in maniera più efficace e “vendere” meglio il mio curriculum e le mie capacità.

    2. Credo che il senso di questo video, pur urtando i nervi, sia di non pensare che le cose accadano da sole, ma di farle capitare. Questo video è particolarmente rivolto ai giovani e a chi, appunto, può pensare di crearsi una professione, ma secondo me dà spunti di riflessione interessanti. La questione principe è che il cv mandato a piene mani serve a poco, serve di più essere pronti, preparati, svegli e pro-attivi. L’online ti regala la possibilità di farti notare a costo quasi zero e, se sfruttato nel modo giusto, può aprirti strade che non avevi immaginato. Poi, so bene che la formula magica, come vuol farci intendere lui, non esiste, esiste solo una visione personale delle cose che puoi/vuoi fare per te stessa ed è lì che il mio post voleva creare una breccia 🙂

  2. Io ci sono passata in pieno da quei colloqui imbarazzanti dopo la seconda maternità, dove quasi tutti mi hanno fatta sentire in colpa per aver avuto dei figli. Nel frattempo ho aperto anche io il mio piccolo blog e ho ripreso in mano la mia vita. Un passo alla volta, un contatto alla volta, e ho ripreso a lavorare, continuando a scrivere di tanto in tanto.
    Come scrivi tu il segreto è non fermarsi, continuare a fare e continuare a crederci.

    1. Purtroppo il senso di colpa è una costante e c’è chi si fa schiacciare dalle logiche vetuste e malate del sistema. Anch’io ho passato tanti momenti no, ma ho capito che se volevo essere felice non potevo dipendere dalle scelte degli altri.
      Grazie per aver colto il messaggio positivo 🙂

  3. Ciao 😉 sono Silvia e devo dirti che il primo video mi ha veramente tanto commosso…mi trovo al nono mese di gravidanza e sto un pò vivendo questo momento di pausa e di punti interrogativi: che sarà di me? vorrei dedicarmi alla famiglia ma il lavoro?
    video stupendamente realistico 🙂
    sto alla prime armi ma sto studiando per poter diventare una freelance anche io, sono piccola ora, ho aperto il mio blog da qualche giorno ma ho tanta voglia di studiare ed apprendere;)
    ho letto altri tuoi articoli mi iscrivo al tuo blog per poter continuare a condividere elementi che ci accomunano 😉
    se ti va puoi fare lo stesso con il mio blog neonato, ti posto il link
    https://ilsalottodisilvia.wordpress.com
    un caro abbraccio
    Silvia

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