bullis-no, campagna ovs contro il bullismo

E se tuo figlio fosse un bullo?

Ci sono cose che si imparano fin da piccoli. Cose che certi adulti mascherano da scherzi innocenti, ma sono gravi sia nell’immediato che nel futuro. Ci sono gesti, atteggiamenti, battute che provocano risate e invece dovrebbero trovare sguardi di disapprovazione e labbra serrate. Quando un uomo apostrofa una donna come “quella cicciona” o donne che dicono degli uomini “quell’isterico mestruato” come se avere il menarca fosse un difetto da evidenziare. Cose così.

I bambini ascoltano. I bambini osservano. I bambini imparano. E se la lezione che apprendono a casa è l’etichettatura compulsiva delle persone, se imparano che deridere e ghettizzare sia la soluzione alle proprie frustrazioni personali, non potranno che essere adulti prepotenti, deludenti e delusi. In altre parole, saranno dei bulli.

Bullo è una di quelle parole che è, ormai, entrato nel nostro vocabolario quotidiano. Perché ne parlano ai tg, ne parlano nei talk shaw, ne parlano nelle scuole, perfino al bar di quartiere. Ma chi è davvero il bullo? Non è facile, talvolta, riconoscere un atto di bullismo perché nella nostra società spesso chi si comporta da bullo è un figo, il maschio alfa, la ragazza più in vista.

Secondo wikipedia il  bullismo “è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi.”.

In estrema sintesi è un vigliacco. Nelle sue forme più infime, il bullo non è nemmeno capace di metterci la faccia e lo fa online. Il cyberbullismo è, infatti, una piaga del mondo digitale.

Al solito, sono convinta che alla base ci siano intelligenza e buon senso, ma anche la cultura e la formazione hanno un peso molto importante, soprattutto negli ambienti scolastici dove spesso questi fenomeni possono sfociare in gravi situazioni. Ed è per questo che sono sempre contenta di diffondere iniziative volte a creare consapevolezza e a contrastare il problema, vi segnalo dunque “Bullis-no – Chi bulla perde” un progetto di OVS in collaborazione con FARE X BENE ONLUS che prevede:

  • una formazione a distanza per contrastare il bullismo, destinata agi insegnanti, che mette a disposizione delle scuole una piattaforma con contributi di  psicologi, insegnanti, magistrati, avvocati e polizia postale.
  • un contest creativo a cui potranno partecipare tutti i ragazzi tra i 9 e i 16 anni, in cui potranno esprimere il tema del bullismo attraverso un video (per partecipare al concorso Bullis-no clicca qui)
  • un decalogo per tutti i genitori che identifica le 10 regole per la lotta al bullismo

Qui sopra la testimonianza d Marco Bianchi, ma sono tantissime le persone che hanno prestato il proprio volto per dire Bullis-no! Io lo diffondo volentieri, anzi ora corro a comunicarlo alla scuola dei miei figli! Che aspettate a passare la voce anche voi? 🙂

 

 

Buzzoole

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