Polizza assicurativa bambini MetLife

Puoi assicurare ai tuoi figli un futuro sereno?

Avete presente l’espressione “i figli sono la mia ricchezza”? Se così è, come si fa a proteggere il valore più prezioso che abbiamo? Bella domanda. Non è possibile pensare di tenerli sempre al sicuro, né è pensabile programmare un futuro certo per loro e per noi. Lo so, vi ho abituato a post cazzari e divertenti dove vi racconto i miei picchi umorali, le mie … Continue reading Puoi assicurare ai tuoi figli un futuro sereno?

Bambini e Tablet: l’opinione di Tata Francesca

Di che fazione siete? Pro-tecnologia o assolutamente contro? Siete di quelle che il tablet è quella cosa serve per tagliare il salame oppure che l’unica cosa che si taglia è il cocomero di Fruit Ninja? Per lavoro uso, in modo compulsivo e smisurato, il mio smartphone e – purtroppo? – la mia passione per la tecnologia e i social network si estende anche nella vita privata. Perciò, mio figlio Palletta, il dueenne, è assolutamente abituato ad avere questi apparecchi in giro per casa. Il fatto di vedermeli usare così spesso ha generato in lui una curiosità estrema verso gli stessi (ma anche per i telecomandi, il router portatile, la tv…). La cosa incredibile è che in brevissimo tempo è stato in grado di utilizzarli per cercarsi le sue app preferite, sfogliare le foto, giocare in assoluta indipendenza. Per i bambini come il mio è stata addirittura coniata una terminologia specifica, si parla di nativi digitali, ovvero di quella generazione nata e cresciuta dagli anni 2000 in poi, momento di massima diffusione delle nuove tecnologie informatiche. La scelta, dunque, a mio avviso non è tanto se fargli usare o meno questi strumenti, ma se lasciare che il suo approccio sia autonomo – e succederà perché siamo talmente immersi nella tecnologia che è praticamente impossibile rimanerne esclusi – o guidato e mediato da noi.

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Dal biberon al lettone: tutte le bugie delle mamme perfette.

Mamme perfette avete i giorni contati. Adesso vi smaschero io! È una gran bel dire evviva la tetta, tutte hanno latte da vendere, e no io il ciuccio mai e poi mai e fiuguriamoci poi se lo metto a dormire nel lettone, noooo, dorme da solo nel suo lettino e si addormenta con la favoletta della buona notte.

Eccerto. Se avete Cicciobello invece di un bambino può essere.

Prima bugia: non è vero che siamo tutte la mucca Carolina. Me l’hanno raccontata in lungo e in largo e io ci sono cascata come una pera matura. Peccato che non sia vero un corno. Col pupo1 mi sono disperata, pensando di essere una mamma degenere, di essere una donna sottodotata, una specie di serie B. Pianti e disperazioni perchè non mi uscivano che 30 g per volta (10 a destra e 20 a sinistra) e Palletta era ancora più disperato e isterico perchè non ciucciava che misere gocce e con fatica. Il latte mi s’intasava continuamente, bisognava prenderlo a martellate dopo mezz’ora di doccia bollente. In più il piccolo aveva un po’ di ittero e ai controlli medici mi dicevano “signora il bambino deve mangiare per pulire le urine dalla bilirubina, lo attacchi più spesso”. Il più spesso era diventato sempre: ogni due ore per 40 minuti di media. Finchè tra lacrime e isterie collettive, me ne sono fregata: ho comprato il latte artificiale e miracolo…dopo due giorni Palletta era il bambino più felice della terra, altro che coliche serali, altro che vizio della braccia, altro che mal di pancia! AVEVA FAME!

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