Bambini: tempo di qualità con i figli

Il tempo di qualità? È una cagata pazzesca!

Quante volte in questi anni vi siete sentite ripetere “l’importante è il tempo di qualità che trascorri con i figli!”? Quante volte l’avete letto sui blog, sui giornali, l’avete sentito ripetere come un mantra a parenti/amiche/giornalisti/presentatori e che più ne ha più ne metta? Ci ho voluto credere fermamente anch’io. Prima. Prima di avere figli. Prima di vederli crescere. Prima di avere una benché minima idea … Continue reading Il tempo di qualità? È una cagata pazzesca!

teorie educative sui bambini

Bambini: la teoria del tutto o è tutta una teoria?

Ho comprato l’ennesimo manuale d’istruzione su come educare i figli e, volete saperlo?, ho mollato lì a metà perché a momenti mi menavo da sola. Ma botte in testa dure eh! Il fatto è, care le mie mamme sfigate, che entro troppo nel personaggio quando leggo, mi immedesimo e soffro di lancinanti crisi di identità già dalla pagina n.2. Il titolo, però, prometteva bene: “Basta … Continue reading Bambini: la teoria del tutto o è tutta una teoria?

i bravi bambini che non fanno capricci

Tutti bravi i bimbi degli altri

C’è una categoria di mamme che, ancora, crede alla favola dei “bambini bravi“. Dato che vi/ci voglio bene, oggi voglio sfatare questo mito e debellare il morbo della “bravità” ora e per sempre. Ci vorrebbe un vaccino per la creduloneria. Mamme, vi prego, non cascateci, non esistono i bambini perfetti! Se lo scorso post ho voluto sbugiardare la bufala della mamma perfetta, questa volta mi … Continue reading Tutti bravi i bimbi degli altri

app, libri e un gioco per togliere il pannolino

Spannolinamento difficile? Noi abbiamo fatto così

Se c’è una cosa che mi urta i nervi sono quelli che “si fa così”. Non c’è nulla che si faccia così o colà, soprattutto con i bambini, ci sono consigli, suggerimenti, idee ma non esiste un metodo nel fare le cose che sia davvero universale. Ogni bimbo è un universo a sé. Per dire, il Piccolo Nerd non ha mai amato essere cambiato. Davvero, … Continue reading Spannolinamento difficile? Noi abbiamo fatto così

Di Asili, Inserimenti &Co. Italia vs Resto del mondo

Delle tante cose strane che mi sono successe da quando sono mamma, la più stranissima di tutte è l’inserimento al nido o, per meglio dire, la concezione molto italiana di come si debba fare questo inserimento.  Prassi comune è il terroristico “3 settimane per l’adattamento”, nella maggioranza dei casi si conclude in 2, qualche fortunella riesce a cavarsela in 1 sola settimana. Inutile dirvi che questa situazione, soprattutto se improvvisata, non agevola in alcun modo le madri lavoratrici. Tanto più se i bambini da inserire sono due, in due classi diverse, o – nella peggiore delle ipotesi – in due scuole diverse. Ma serve davvero tutto questo tempo?

Chi mi conosce  sa che non mi accontento mai di ciò che mi viene riferito come buono e giusto, né riesco a tacitare i miei dubbi, insomma, non posso fare a meno di farmi delle domande e di farle agli altri. Quindi twitter alla mano, ho cominciato a capire come gira la faccenda all’estero e, indovinate un po’? Pare proprio che i cugini d’Oltralpe la vedano un pelino più semplice,  ma anche i canadesi non scherzano, e gli irlandesi poi… Volete sapere cosa mi hanno raccontate le mie amiche mamme expat?

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Bilingue sì o no? Come s’impara una lingua da piccoli?

Come si impara una lingua da piccoli? Il bilinguismo è un bene o un male? Ma se deve ancora padroneggiare bene l’italiano come si può pretendere che parli anche l’inglese? Queste domande, ormai, sono all’ordine del giorno. Premetto che ho sempre creduto nell’importanza della lingua straniera, io stessa ho frequentato una scuola media sperimentale in cui si insegnavano due lingue e, a seguire, alle superiori tre lingue, ma concludo dicendo che non ne no so parlare bene neanche una. Ed è vergognoso. Che sia io la tonta?

S’impara con l’esperienza

Da quando sono mamma, ho scoperto un’infinita di cose sull’essere umano, sull’evoluzione, sulla crescita e sull’intelligenza innata. Non serve uno scienziato per dirci che l’acqusizione di qualsiasi tipo di abilità passa dall’esperienza continua e diretta. I nostri figli imparano a camminare, mangiare, parlare perchè tentano e ritentano e non perchè forniamo loro manuali di istruzioni e tomi di grammatica. Palletta ha una proprietà di linguaggio di molto superiore alla media, dato che a 30 mesi fa discorsi complessi e davanti alla copertina del Re Leone mi dice: “mamma, hai visto? Ci sono il leone, il facocero e il suricato” (#datemiundizionario!). Ecco, io penso derivi da diversi fattori: lui è particolarmente ricettivo, io parlo a mio figlio come fosse un adulto, leggiamo libri non adatti alla sua età (quella sulla copertina), è stato a contatto con bambini più grandi.

Ora mi domando, se fosse cresciuto in un contensto bilingue, avrebbe raggiunto lo stesso livello di padronanza? Continue reading “Bilingue sì o no? Come s’impara una lingua da piccoli?”

Come scegliere le scuola materna? Pubblica, paritaria o privata?

Come scegliere la scuola materna? Pubblica, paritaria o privata? Questo è il problema! Mai dubbio fu più amletico di così… ma anche no! Come prima cosa vorrei dire che questo è un post polemico, irritante, a tratti allucinante. Mamme avvisate.

LA SCUOLA PUBBLICA

La scuola pubblica l’ho scartata a priori. Ecco, mi preparo al lancio di strali e anatemi. Vorrei spiegare, però. Ero una grande sostenitrice del pubblico, della res pubblica, anche in ossequio alle mie convinzioni pseudo-politiche. Un po’ sinistrologicamnte schierata, ma neanche troppo, diciamo una sinistra che si avvicina molto al centro, a tratti anche a destra, molto a destra. Diciamo che non riesco più a distinguere la destra dalla sinistra, anzi che ho sempre fatto abbastanza confusione. La destra? Mmm… è quella che tiene la penna! Ah, già già, or mi sovviene.

Comunque, io sono cresciuta a pane e scuola pubblica, anzi giravano strane voci sui frequentatori di scuole private: “porello, è che non ci arriva! I genitori sono costretti a pagare per fargli prendere uno straccio di diploma!”. Considerando che il diploma oggi lo puoi usare veramente come uno straccio, forse, non erano neanche delle osservazioni così fuori luogo. Poniamo, comunque, col beneficio del dubbio, che quelle mezze frasi fossero pur vere, all’università la situazione cambiava e molto: la Bocconi, lo Iulm, la Cattolica, altro che sfigati, quelle sì che erano UNIVERSITA’.

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