10 cose che con il secondo figlio non farai più

Cara mamma-figlio-unico, oggi mi sento di raccontarti una storia divertente: c’era una volta una mamma come te che dava segni di squilibrio mentale ogni qualvolta l’unigenito manifestasse una qualche difformità comportamentale che la inducesse a pensare di:

a) essere una pessima madre

b) avere un figlio (quantomeno) bizzarro

poi arrivò il figlio numero 2, a 18 mesi di distanza, e quella madre scelse di non perdere la sanità mentale, allentare il cordone dell’ansia, ed evitare di sfruculiare insistemente il sistema nervoso. Lungi da me dispensare rimedi e consigli, queste sono solo 10 cose che volente o nolente una bi-mamma deve necessariamente mettere in atto per evitare l’internamento.

1. Andare dal pediatra ogni 3×2

Col primo figlio sembra un obbligo: visita di routine mensile + qualche telefonatina di verifica + qualche scappata infra-settimanale che il pupo ha emesso un rauco borbottìo non ben identificato, sarà mica broncospasmo convulsivo???  Col secondo, il pediatra lo si vede due volte l’anno, come i parenti lontani: prima di Natale e per gli auguri di Pasqua. Per il resto, a meno che non sia invaso da macchie cutanee leopard-style, esiste il kit di sopravvivenza: tachipirina, acqua fisiologica, gel gengivale, fermenti lattici, e, nei casi più complessi, la peretta per le evacuazioni.

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Imparare a dire di NO per la sopravvivenza delle specie

Che ci crediate o meno, sto imparando a dire di NO. Ci ho messo solo 32 anni, un marito, due figli e una Partita Iva a capire che il NO è l’unico modo per mettermi al sicuro dalla follia. Che poi, vabbè, devo essere sincera, non è mi riesca così bene… anzi. Però, ci sto provando seriamente, mi ci sto mettendo con tutto l’impegno di cui sono capace.

Siamo cresciute a pane e sensi di colpa, credendo che rifiutare, farsi da parte e non sobbarcarsi di tutti i problemi della famiglia, fosse egoismo. Beh, mi sono data una notizia strabiliante da sola: non è vero. Egoismo è credere di poter far tutto, lasciando agli altri solo le briciole. Ed è pure egocentrismo: sono una super donna, gli altri non mi servono. Ma è davvero così? Vorrei per una volta guardare in faccia la realtà: da sola non ce la faccio.

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Dal biberon al lettone: tutte le bugie delle mamme perfette.

Mamme perfette avete i giorni contati. Adesso vi smaschero io! È una gran bel dire evviva la tetta, tutte hanno latte da vendere, e no io il ciuccio mai e poi mai e fiuguriamoci poi se lo metto a dormire nel lettone, noooo, dorme da solo nel suo lettino e si addormenta con la favoletta della buona notte.

Eccerto. Se avete Cicciobello invece di un bambino può essere.

Prima bugia: non è vero che siamo tutte la mucca Carolina. Me l’hanno raccontata in lungo e in largo e io ci sono cascata come una pera matura. Peccato che non sia vero un corno. Col pupo1 mi sono disperata, pensando di essere una mamma degenere, di essere una donna sottodotata, una specie di serie B. Pianti e disperazioni perchè non mi uscivano che 30 g per volta (10 a destra e 20 a sinistra) e Palletta era ancora più disperato e isterico perchè non ciucciava che misere gocce e con fatica. Il latte mi s’intasava continuamente, bisognava prenderlo a martellate dopo mezz’ora di doccia bollente. In più il piccolo aveva un po’ di ittero e ai controlli medici mi dicevano “signora il bambino deve mangiare per pulire le urine dalla bilirubina, lo attacchi più spesso”. Il più spesso era diventato sempre: ogni due ore per 40 minuti di media. Finchè tra lacrime e isterie collettive, me ne sono fregata: ho comprato il latte artificiale e miracolo…dopo due giorni Palletta era il bambino più felice della terra, altro che coliche serali, altro che vizio della braccia, altro che mal di pancia! AVEVA FAME!

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